Tunisia. Un mese di prigione per aver fumato in pubblico durante il Ramadan

Il tribunale cantonale di Bizerte, nel nord della Tunisia, ha condannato ad un mese di prigione, lo scorso 12 maggio, un uomo accusato di “attentato ai buoni costumi” per aver fumato in pubblico in pieno mese di Ramadan, secondo una fonte giudiziaria. L’accusato ha dieci giorni di tempo per fare appello.

Quest’uomo “e’ stato arrestato e deferito davanti alla giustizia dopo che un responsabile giudiziario ha fatto rapporto alla polizia di averlo visto fumare in un giardino del tribunale”, ha dichiarato all’agenzia France Press Choukri Lahmar, portavoce del ministero pubblico presso il tribunale di prima istanza di Bizerte. Durante il digiuno del Ramadan, i fedeli musulmani si astengono da bere, mangiare ma anche di fumare dall’alba al tramonto.

“Oltraggio al pudore”
Lo scorso 1 giugno, quattro giovani di Bizerte erano stati condannati ad un mese di prigione per “oltraggio pubblico al pudore” dopo aver mangiato e fumato in un giardino pubblico durante il Ramadan. Il giorno successivo, degli artisti di Sousse, nell’est del Paese, erano stati a loro volta arrestati dopo che la polizia aveva trovato una bottiglia di vino vuota nel bagagliaio della loro vettura.

In Tunisia, nessuna legge vieta di mangiare e bere in pubblico durante il Ramadan, ma il problema in merito rispunta ogni anno. Dopo la rivoluzione del 2011, diverse voci si sono levate per rivendicare il diritto a non digiunare, soprattutto dopo che la “liberta’ di coscienza” e’ sancita nella nuova Costituzione adottata nel 2014.

Domenica scorsa, in seguito all’appello del movimento Mouch Bessif (non contro la volonta’, in arabo), una decina di persone ha manifestato a Tunisi per reclamare il diritto a mangiare e bere in pubblico durante il Ramadan e per protestare contro l’arresto di non-digiunatori, una primizia in Tunisia.

(da un lancio dell’agenzia France Press – AFP del 14/06/2017)

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Posted by on 04/09/2017. Filed under ARCHIVIO, CRONACA ESTERA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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