Tunisia. Un mese di prigione per aver fumato in pubblico durante il Ramadan

Il tribunale cantonale di Bizerte, nel nord della Tunisia, ha condannato ad un mese di prigione, lo scorso 12 maggio, un uomo accusato di “attentato ai buoni costumi” per aver fumato in pubblico in pieno mese di Ramadan, secondo una fonte giudiziaria. L’accusato ha dieci giorni di tempo per fare appello. Related posts / Posts Simili/Correlati: Dossier Caritas 2014: sintesi italia U.E., Droga: Rapporto Europol e Emcdda Iran, Mecca: autorità di Teheran boicottano hajj I principi che regolano il dibattimento: la pubblicità delle udienze. India, Dalit protestano contro discriminazione

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Rari Nantes: imminente il giorno del giudizio

Il destino della Rari Nantes Florentia sul filo del rasoio. Il 19 aprile dovrebbe arrivare l’attesa e temuta sentenza del Tribunale delle acque pubbliche sulla possibile demolizione della gloriosa società sportiva fiorentina. La vicenda è nota: secondo un Regio Decreto del 1904 le strutture costruite sulla sponda dei fiumi (Arno in questo caso) entro dieci metri dall’acqua sono considerate pericolose e devono essere demolite. Per molti anni il problema è stato posticipato a data da destinarsi e ignorato. Poi, improvvisamente, nel 2013 l’incubo diventa realtà. Tutto quello che c’è sulla…

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Diffamazione. Cassazione: no a sequestro giornali online

La liberta’ di stampa sancita dalla Costituzione vale anche per i giornali diffusi sul web e, dunque, non possono essere sequestrati nel caso di notizie diffamatorie. Lo ha sancito la Cassazione, con una sentenza delle Sezioni unite civili: “La tutela costituzionale assicurata del terzo comma dell’art. 21 della Costituzione alla stampa si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico – e’ il principio di diritto enunciato dalla Suprema Corte – quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su…

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Italia, Cassazione: vietato telefonare dopo la mezzanotte

La Cassazione sconsiglia gli squilli dopo la mezzanotte. Basta anche solo una telefonata per fare scattare la multa per molestia. La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 300 euro di multa nei confronti di un 53enne abruzzese, Nicola F., reo di avere fatto una telefonata alla ex moglie Franca dopo le 24. Per la Cassazione, una telefonata dopo quell’ora non merita le attenuanti perche’, anche se si tratta di un solo squillo, e’ “petulante” e arreca disturbo. Nicola F. aveva effettuato una sola chiamata dopo mezzanotte sul cellulare della…

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