Messico, Narcoguerra. Indignazione diffusa per l’assassinio del giornalista Valdez

Centinaia di persone, familiari e amici, hanno dato ieri sera l’ultimo saluto al giornalista Javier Valdez, 50 anni, che ha pagato con la vita la sua volontà di informare sul narcotraffico in Messico. La salma di Valdez sarà cremata, hanno fatto sapere i familiari, e le sue ceneri deposte nel cimitero di Culiacan. Prima del funerale, i media e le ong in difesa dei diritti umani hanno sfilato per il centro di Culiacan per protestare contro l’onnipresente minaccia ai media e per chiedere al governo del Paese di fare di…

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Filippine – Guerra alla droga

Bruxelles “interferisce” troppo negli affari interni delle Filippine, quindi Manila dice basta agli aiuti economici Ue. Lo ha annunciato oggi il portavoce del governo, Ernesto Abella, cosi’ come riferiscono le fonti locali. Al governo di Rodrigo Duterte non e’ piaciuta la posizione di condanna assunta dalle istituzioni dell’Unione Europea contro la “guerra alla droga” avviata dalle autorita’, che ha provocato “esecuzioni sommarie ed extragiudiziarie” in cui avrebbero perso la vita circa 7 mila persone.

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Paradise papers

I “Paradise papers”, rivelati dal quotidiano Le Monde e i suoi partner internazionali, sono l’ultimo, temporalmente, di una lunaga serie di scandali finanziari, che hanno ciascuno alzato -a modo loro- una parte del velo nel mondo opaco dei paradisi fiscali, dell’evasione fiscale e del riciclaggio di denaro.

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ARCHIVIO INCHIESTE 

[Inchiesta] La Pedopornografia a Firenze e dintorni nel mondo

La LEGGE 6 febbraio 2006, n.38 ha modificato l’articolo 600 del Codice Penale, inasprendo le pene: Art. 600-ter.Pornografia minorile. Chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche e’ punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da € 25.822 a € 258.228.

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Facebook, aperta indagine tedesca sui vertici statunitensi

L’apertura dell’inchiesta è stata rivelata dal settimanale tedesco Der Spiegel e Facebook ne ha preso nota come un’iniziativa ingiustificata anche perché il social network già combatte l’odio su internet. L’accusa è di mancata rimozione di contenuti criminali come minacce di morte e negazioni del genocidio ebraico.

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