Stato islamico e cambiamenti climatici

Secondo i risultati di un nuovo sondaggio del Pew Research Center, condotto tra 41.953 intervistati in 38 Paesi dal 16 al 8 maggio 2017, in tutto il modo la maggioranza delle persone identificano lo Stato Islamico/Daesh (Isis) e il cambiamento climatico come le principali minacce pel la sicurezza nazionale. Il sondaggio riguardava 8 possibili minacce e il livello di paura per l’una o l’altra varia secondo le varie regioni e Paesi del mondo, ma Isis e cambiamento climatico emergono chiaramente come i rischi più frequentemente citati per la sicurezza nei 38 Paesi coinvolti.

L’Isis, anche se ormai praticamente assediato nelle sue ultime roccaforti, è considerato le principale minaccia in 18 Paesi, soprattutto concentrati in Europa, Medio Oriente, Asia ed Usa, gran parte dei quali hanno subito attacchi terroristici rivendicati dal Daesh.
In 13 Paesi, soprattutto in America Latina e in Africa, l’opinione pubblica identifica il cambiamento climatico come la massima minaccia. Il global warming è comunque la seconda preoccupazione più forte in molti Paesi che hanno più paura del terrorismo.

I cyber-attacchi sono la principale preoccupazione dei giapponesi e la seconda preoccupazione in Paesi come Usa, Germania e il Regno Unito, dove negli ultimi mesi ci sono stati diversi attacchi di questo tipo.
In Grecia e Venezuela (ma anche il 72% degli spagnoli) la popolazione considera la crisi economica più pericolosa del cambiamento climatico e del terrorismo islamico. In molti Paesi del Medio Oriente e dell’America Latina i disordini economici sono la loro seconda maggiore preoccupazione.
L’afflusso di profughi, che ha sollevato grandi preoccupazioni in Europa nel 2016 , è considerato una grossa minaccia dal 39% dei cittadini dei 38 Paesi sondati ed è ritenuta la minaccia principale solo in un Paese, l’Ungheria.
In Italia la minaccia più importante è considerata lo Stato Islamico (85%), ma timori per il cambiamento climatico e arrivo di profughi si equivalgono al secondo posto (65%), seguiti da economia globale (56%) cyber-attacchi (43%), influenza della Cina (39%), influenza della Russia (31%), influenza Usa (20%).

Ma nel mondo la potenza considerata più pericolosa sono gli Usa, anche se quasi a pari merito con Cina e Russia. L’influenza americana è vista con molta preoccupazione in Turchia. Mentre vietnamiti e sudcoreani temono molto la Cina. Il Paese a cui fa più paura la Russia è la Polonia (65%), temuta anche dal 47% degli statunitensi.
Al Pew spiegano che in generale le variazioni sulle percezioni delle minacce globali sono state modeste rispetto al sondaggio precedente, «Ma le preoccupazioni circa gli Stati Uniti e il loro potere e influenza sono aumentati in molti paesi in Europa e in tutto il mondo dopo l’elezione di Donald Trump». Il potere e l’influenza statunitensi sono considerati una grossa minaccia dal 31% degli europei con una punta del %$9% in Spagna e anche in Canada, le preoccupazioni per l’America di Trump sono in aumento.

La potenza e l’influenza della Cina sono considerate un pericolo da 3 europei su 10.
Nei 38 Paesi esaminati, c’è una forte legame positivo tra le percezioni generali negative dell’economia nazionale e la valutazione generale dell’economia globale come una delle principali minacce. Ad esempio, in Grecia, il 98% dice che la situazione economica della loro Paese è cattiva e l’88% dichiara condizione dell’economia globale è la principale minaccia. In Olanda, solo il 12% delle persone dice che la loro economia nazionale va male e solo il 21% mostra grande preoccupazione per l’economia mondiale.
Per gli Europei lo Stato Islamico rappresenta la principale preoccupazione principale, ma questo non togli che molti europei vedano anche nel cambiamento climatico una grave minaccia per i loro Paesi.
Anche nell’Asia-Pacifico, l’Isis e il riscaldamento globale sono in cima alle preoccupazioni dei cittadini, ma ben il 52% è preoccupato anche per i cyber-attacchi e il 47% in tutta la regione dice che la potenza e l’influenza della Cina sono una delle principali minacce.
In Medio Oriente ed Africa del Nord a far più paura è lo Stato Islamico (a qualche razzista nostrano sembrerà strano: i musulmani hanno paura dell’Isis) e terrorizza il 97% dei libanesi. Però in Medio Oriente, dove il cambiamento climatico è una causa importante di guerre e disordini, le persone sono più preoccupate l per la condizione dell’economia globale e per il potere e l’influenza degli Stati Uniti.

Il cambiamento climatico è la principale preoccupazione nell’Africa sub-sahariana, le persone sono più preoccupate per il cambiamento climatico, ma altre minacce come la crisi dei rifugiati, l’Isis, l’economia globale e addirittura i cyber-attacchi preoccupano circa degli intervistati.

A livello regionale, chi è più preoccupato per il cambiamento climatico sono i latinoamericani. Ma l’economia preoccupa molto, in particolare in Venezuela e Brasile, e almeno la metà dei sudamericani affermano che le condizione dell’economia globale costituiscono una grave minaccia per il loro Paese.

In 10 Paesi europei, negli Usa, in Canada e in Russia, la più grave minaccia è ritenuto lo Stato Islamico/Daesh. Il 74% degli europei e degli statunitensi afferma che L’Isis è una minaccia importante per la loro nazione. La preoccupazione per l’Isis è più forte in Francia (88%), Italia (85%) e Russia (58%).

In questi Paesi il cambiamento climatico è considerati una grossa preoccupazione, in articolare in Spagna (89%), Svezia (64%) e Canada (60%), dove è in cima alla lista delle paure globali. Nei 10 Paesi Ue presi in considerazione dal sondaggio, ll 64% dice che il cambiamento climatico globale è una delle principali minacce e la vede così anche la maggioranza degli statunitensi (56%).

Negli Usa e in Germania, rispettivamente il 71% e il 66% degli intervistati considerano i cyber-attacchi una grave minaccia. Nei 10 Paesi europei, il 54% dice che i cyber-attacchi sono una grande preoccupazione. Ma solo circa un terzo in Russia concorda (34%).
A preoccupare molto gli europei è invece il gran numero di rifugiati provenienti da Paesi in guerra come l’Iraq e la Siria. A parte l’Ungheria fascistoide di Orban, dove i rifugiati sono pochi ma sono stati trasformati in un pericolo per il 66% degli intervistati, nemmeno l’Italia scherza, anche se da noi la situazione è determinata da sbarchi reali. Eppure in Europa le preoccupazioni per l’afflusso di rifugiati sono diminuite. Nella primavera 2016 rappresentavano un pericolo per il 49% degli europei, nel 2017 la pensa così il 41%.
Il Pew avverte che «Nei paesi dell’Europa e del Nord America, la preoccupazione per molte delle minacce elencate differisce sostanzialmente tra i gruppi demografici. Una delle divisioni più rigide è quella per ideologia politica».

Le differenze più significative per ideologia riguardano la minaccia dei rifugiati: in Europa e Nord America ad essere più preoccupati sono quelli di desta. Il Pew fa l’esempio della Germania, dove il 51% degli elettori di destra dice chi i rifugiati sono una minaccia importante, contro solo il 14% di ci vota per la sinistra. Una cosa simile a quanto verificato negli Usa, dove il 60% di chi si definisce conservatore 60% dice che i rifugiati sono una grave minaccia, contro solo il 14% dei liberal.

Il Pew agiunge che «In Europa, c’è anche un motivo di maggiore preoccupazione per la minaccia dei rifugiati da parte di coloro che favoriscono i partiti populisti di destra. In Francia, ad esempio, i sostenitori del Front Front National di Marine Le Pen (FN) hanno circa due volte più probabilità di essere preoccupati per la minaccia dei rifugiati (65%) di quelli che non sostengono il FN (32%). Divisioni simili esistono tra sostenitori e detrattori di Alternative für Deutschland, (AfD); United Kingdom Independence Party; Partij voor de Vrijheid (PVV) nei Paesi Bassi; Sverigedemokraterna ».

Una differenza simile destra-sinistra esiste anche tra coloro che vedono l’Isis come la principale minaccia: in Canada ne è convinto il 59% di chi vota a destra e il 33% di chi vota a a sinistra e significative differenze esistono anche tra repubblicani e democratici Usa (uno scaryto del 22%) e nei Paesi dell’Ue.

La cosa si ribalta quando si parla di cambiamento climatico, co la sinistra che è molto più preoccupata della destra. Una differenza più forte negli Usa, dove l’86% dei liberal afferma che il cambiamento climatico è una importante preoccupazione, contro il solo 31% dei conservatori. Una differenza sinistra-destra che è rilevante anche in Canada, Olanda, Regno Unito, Svezia e Germania, anche se non nella stessa misura degli Usa.

Per quanto riguarda la minaccia dell’Isis, ad essere più preoccupate in Europa, Russia e America sono le persone di età superiore ai 50 anni, con punte del 78% in Olanda, mentre lo Stato Islamico è ritenuto un grosso pericolo dal 46% tra i giovani olandesi.

E, in tutti i Paesi, sulla minaccia dei rifugiati c’è un divario significativo che riguarda il livello di istruzione degli intervistati: «Le persone con un’istruzione secondaria o meno – spiega il Pew – tendono ad essere più preoccupate di un afflusso di profughi mediorientali, rispetto alle persone che hanno una maggiore istruzione. Le divisioni sono particolarmente grandi nel Regno Unito (+21 punti percentuali) e in Francia (+20), dove le divisioni educative hanno svolto un ruolo importante nelle recenti elezioni nazionali e nel referendum».
(da Greereport del 03/08/2017)

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Posted by on 18/11/2017. Filed under AMBIENTE, ARCHIVIO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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