Spagna, Mutilazione genitali femminili: aumentata nella popolazione infantile

mutilaz_genitali_femminiliLa popolazione infantile che rischia la mutilazione genitale femminile è aumentata del 43% negli ultimi tre anni. Si tratta di 10.451 bambine, secondo la mappa aggiornata dal Gruppo interdisciplinare per la prevenzione e lo studio delle pratiche pregiudizievoli dell’Università Autonoma di Barcellona (UAB), basata sul censimento del 2008. Il 25% delle 40.000 donne residenti in Spagna provenienti da Paesi africani dove s’effettua ancora l’ablazione del clitoride sono bambine da 0 a 14 anni, ma l’incremento dei soggetti a rischio è la conseguenza quasi esclusiva dell’aumento del gruppo d’età di bambine tra 0 e 4 anni (da 3.600 salite a 6.000). La Catalogna concentra l’80% della popolazione gambiana residente in Spagna -la più soggetta a quest’usanza. Tra i 28 Paesi africani dove essa vige ancora figurano Senegal, Nigeria e Mali.
Difficile dire quante siano le bambine che hanno subito l’ablazione, a causa delle lacune nelle cartelle sanitarie. I sanitari spagnoli pensano di conoscere il tema e invece confondono i Paesi, le tipologie dell’ablazione e soprattutto mostrano insicurezza e vulnerabilità nell’affrontare l’argomento con le famiglie, mentre servirebbe un approccio rispettoso ma fermo, a carattere preventivo. Per favorire la prevenzione, i ricercatori hanno perciò ripubblicato un manuale sulla mutilazione, una guida per i medici, un manifesto esplicativo utile a lavorare con le famiglie poiché mette in chiaro miti e realtà: il Corano non fa riferimento alla mutilazione genitale femminile; essa non preserva la verginità né consente d’avere più figli in futuro.

ADUC – Fi

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