Social Net e Giornalismo di guerra: intervista a Federico Mattaliano, giornalista

Nell’era digitale qual’è il nuovo modo di fare gli inviati ? A questa domanda risponde Federico Mattaliano, direttore di Emmegipress, giornalista reporter, con vent’anni di giornalismo sulle spalle.“Il giornalista, anzi il cronista, si riconosce dalla esperienza nel cogliere la notizia e saperla comunicare. Il lavoro però non è soltanto in redazione, ma sulla strada in presa diretta con il fatto di cronaca. Oggi esistono i social network che possono essere delle utili fonti di informazioni, ma bisogna stare molto attenti.
Per esempio una fonte che parla di scontri a fuoco a piazza Tahrir al Cairo non basta, ma quando ne hai diverse e allora sai che è vero. Ecco quindi un modo per gestire la notizia attraverso il web e come usare al meglio i social media per avere informazioni attendibili. Le agenzie ed i media che hanno i corrispondenti o gli informatori locali, ovviamente sono i più agevolati, nel senso che sono già nella location interessata; gli altri hanno due opzioni: andare sul posto o verificare le fonti autorevoli. Lo sforzo del corrispondente è doppio, perché “andare sul posto fa la differenza, ma non sempre ci sono le condizioni per farlo ad iniziare da quelle economiche. Quindi Internet è un aiuto alla rivoluzione nella comunicazione, poiché esso riesce a muovere organizzazioni, notizie e idee. La Rete facilita il collegamento dei giornalisti e delle fonti, ma anche di coloro che sono inviati all’estero e dialogano con il media del paese d’appartenenza. I reporter esperti difficilmente si tirano indietro quando si tratta nel svolgere un lavoro di informazione, anche in location calde; se il reporter è un freelance decide da solo cosa fare. Se c’è da inviare un corrispondente, la situazione si complica in quanto è il direttore ad avere la responsabilità nel decidere se rischiare, per quanto i professionisti sono consci delle difficoltà. In entrambe le situazioni dobbiamo ricordarci che, all’interno di teatri di guerra, in particolare modo nel Medio Oriente, ci troviamo con notizie manipolate dai regimi militari (i quali fanno trapelare all’estero solo determinate informazioni) ed inoltre le fonti di provenienza diretta dei cittadini non sono sempre verificabili. Internet può anche vanificare il lavoro del cronista, quindi necessita saper conoscere questi nuovi mezzi tecnologici per evitare di perdere tempo.”

Ringraziamo Federico Mattaliano per la sua cortese disponibilità nel aver risposto.

per Reporters Freelance
Natascha Fioretti

 

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