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“Smalto anti-stupro: un’arma di difesa per le donne” (Aggiornamento)

La notizia è del 2014, ma la recuperiamo in occasione della 19ma Giornata internazionale 2018 per l’eliminazione della violenza contro le donne, svoltasi  il 25 Novembre.  Andando indietro nel tempo portiamo a vostra conoscenza la storia di Artemisia Gentileschi che fu una pittrice vissuta a Roma nel XVII secolo. Nel 1611 Artemisia subì uno stupro da parte del pittore toscano Agostino Tassi, impegnato in quel tempo, assieme al padre di lei, Orazio Gentileschi, nella decorazione delle volte del Casino della Rose nel Palazzo Pallavicini Rospigliosi di Roma. Il padre denunciò il Tassi che, dopo la violenza, non aveva potuto rimediare con un matrimonio riparatore perché già sposato. Del processo che ne seguì è rimasta testimonianza documentale e colpiscono la crudezza del resoconto di Artemisia e i metodi inquisitori usati dal tribunale. Artemisia accettò di deporre sotto tortura, che consisteva nello schiacciamento dei pollici attraverso uno strumento usato ampiamente all’epoca. Il processo si concluse con una lieve condanna del Tassi, ma ebbe grande influenza sulla lettura in chiave femminista a partire dalla seconda metà del XX secolo.

Ritornando ai giorni nostri, nel corso della vita, complessivamente, oltre il 43 per cento delle donne ha subito uno stupro o un tentativo di stupro in luoghi “familiari” contro il 21,1 per cento che li ha subiti, invece, in strada. Dati ricavati da Wikipedia. Secondo un rapporto dell’FBI sugli stupri negli Stati Uniti, il 96% degli stupri sono di femmine da parte di maschi, il 2% di maschi da parte di maschi, l’1% di maschi da parte di femmine e l’altro 1% di femmine da parte di femmine. Si deve dire che questi dati non sono certi, perché una considerevole percentuale di stupri e violenza sessuale non viene denunciata.

E’ importante notare che le reazioni a una violenza sessuale sono specifiche a seconda del tipo di violenza. Dopo un’aggressione sessuale, la persona può vivere reazioni di diverso genere, non c’è una risposta univoca: alcune persone reagiscono immediatamente, altre dopo molto tempo; alcune persone rimangono traumatizzate, altre recuperano. Nelle prime fasi dopo l’aggressione, molte persone riferiscono stati di:

shock
confusione
ansia
intorpidimento

Nei primi giorni e settimane che seguono l’aggressione, è molto normale per una persona sperimentare emozioni molto intense e talvolta imprevedibili.

Il ricordo dell’accaduto può ripresentarsi alla mente a più riprese, e gli incubi non sono rari. Alcune persone riferiscono di avere difficoltà a concentrarsi e a dormire. Alcune persone presentano dei sintomi estremamente gravi, che impediscono alla persona di chiedere aiuto oppure di parlare dell’accaduto con amici e familiari. Si parla in questo caso di Sindrome acuta da stress (Acute Stress Disorder ASD).

Per quanto concerne le violenze sessuali, nel 2014, direttamente dagli USA e per la precisione dal Nord Carolina, arrivò come una “bamba” la notizia di un’invenzione davvero importante per salvaguardare le donne da eventuali violenze fisiche.

Purtroppo gli atti di violenza sulle donne sono in netto aumento, da apprezzamenti non richiesti a purtroppo veri e propri atti di forza culminati con violenza sessuale.

Molte donne sono corse ai ripari frequentando corsi di auto-difesa, purtroppo i malintenzionati per poter riuscire nel loro intento stordiscono anticipatamente le vittime utilizzando droghe insapore ed inodore (es Ghb, Xanax e Rohypnol), rendendo le vittime incapaci di qualsiasi difesa.

Per poter aiutare le donne è stato messo a punto uno smalto in grado di virare di colore, diventando nero, se nel cocktail è presente una droga. Basterà immergere un dito nel bicchiere per essere sicure di poter bere o meno il cocktail.

Questa straordinaria idea, ancora in fase di sperimentazione, è il frutto del lavoro di quattro ragazzi americani della Carolina North University, zona che presenta un elevato tasso di aggressioni di questo tipo.

Le promesse sono davvero valide ed aiuterebbero a diminuire nettamente le aggressioni, i risultati in fase di studio stanno dando buoni frutti, purtroppo le “droghe da stupro” sono molte e creare un unico smalto in grado di riconoscerle tutte sta facendo ritardare l’arrivo sul mercato di questo incredibile prodotto.

Dott.ssa Carolina Margheri – Biologa Nutrizionista e Farmacista

Altre fonti: Wikipedia

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