Siria, Il Patto di Omar

siria_crisitani_musulmaniQuesto è il Patto che Omar ibn al-Khattad ha imposto ai cristiani (di al-Sham, della Siria) – come condizione per sopravvivere – quando gli ha concesso la pace: non devono edificare nelle loro città o in periferia nuovi monasteri, chiese, celle, eremi. Non sono autorizzati a riparare gli edifici di culto, né possono ristrutturare quelli che sono ubicati presso i quartieri musulmani. I cristiani di Siria, non possono rifiutare l’ingresso dei musulmani nelle Chiese, in qualsiasi ora del giorno e della notte. Hanno l’obbligo di accogliere ogni viaggiatore musulmano nelle case, e di offrire per tre notti, vitto e alloggio. Nelle Chiese e nelle case, non possono essere nascoste spie, o qualsiasi nemico dei musulmani. In pubblico è proibito tenere spettacoli sul cristianesimo. Non possono invitare la gente del popolo ad abbracciare la fede cristiana; non devono impedire ai parenti di convertirsi all’Islam se questi lo desiderano. Hanno il dovere di onorare i musulmani, senza imitarli negli abiti, a partire dal turbante, dai sandali, dal taglio dei capelli. E’ proibito ridere sui mezzi di trasporto, e cingere sul fianco le spade come i musulmani. Non sono autorizzati a vendere vino, e radersi la parte anteriore della testa. I cristiani, manterranno nell’abbigliamento il proprio stile, dovunque si trovino. Le croci nelle Chiese non devono essere visibili. Quando camminano per le strade frequentate dai musulmani, non possono mostrare croci o libri sacri. Inoltre è proibito recitare preghiere ad alta voce quando sono presenti i musulmani. Se i cristiani violano qualsiasi condizione descritta in questo accordo, perderanno la protezione dei musulmani, i quali saranno liberi di trattarli come nemici e ribelli”.

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