Rifugiati: modificare le norme di Dublino, visti umanitari e strategia globale

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Il Parlamento auspica che gli Stati membri accolgano i rifugiati provenienti da paesi terzi, attraverso un programma di reinsediamento obbligatorio, ritenendo “altamente prioritario che l’UE e gli Stati membri creino canali sicuri e legali per i rifugiati”, come ad esempio corridoi umanitari e visti. I deputati ritengono che sia necessario modificare il codice UE dei visti, includendo “disposizioni comuni più specifiche sui visti umanitari” e chiedendo ai paesi UE di rendere possibile la richiesta di asilo nelle ambasciate e negli uffici consolari.

· Elenco comune dell’UE dei paesi di origine sicuri. Questo approccio non dovrebbe compromettere il principio di non respingimento e il diritto individuale all’asilo, in particolare quello delle persone appartenenti a gruppi vulnerabili;

· Norme in materia di asilo. I deputati chiedono che il sistema europeo comune di asilo sia attuato adeguatamente, al fine di garantire l’applicazione di “norme comuni, efficaci, coerenti e umane in tutta l’UE”.

· Schengen. Il Parlamento è favorevole “ad aprire le frontiere all’interno dello spazio Schengen”, pur sottolineando la necessità di garantire una gestione efficace delle frontiere esterne.

· Le cause profonde della migrazione vanno affrontate e il vertice di La Valletta (Malta) dell’11 e 12 novembre dovrebbe essere incentrato su questo aspetto. Sono necessarie inoltre sanzioni penali contro il traffico e la tratta di esseri umani.

· Conferenza internazionale sulla crisi dei rifugiati. Il Parlamento invita la Commissione e il capo della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, a convocare una conferenza internazionale sulla crisi dei rifugiati, con la partecipazione dell’UE, dei suoi Stati membri, delle pertinenti agenzie delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti, delle pertinenti ONG internazionali e degli Stati arabi, con l’obiettivo di mettere a punto una strategia di aiuto umanitario comune e globale.

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