Repubblica Democratica del Congo, la piaga del lavoro minorile in miniera

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La Repubblica democratica del Congo ne sta pagando il conto, con confl itti continui per l’accaparramento dei beni utili alla loro produzione. Uno di questi è il coltan. Il paese ha dal 60 all’80% di riserve mondiali di questo minerale. Il termine “coltan” deriva dalla combinazione di due minerali: il “col” “colombite” e “tan” “tantalite”. Il primo è molto apprezzato per la sua enorme resistenza alla corrosione.

Considerato come metallo strategico, è utilizzato soprattutto nella fabbricazione di condensatori per attrezzature elettroniche telefoni portatili, armi teleguidate, plasma TV, consolle per giochi video, mp3, mp4, apparecchi fotografici, ma entra largamente anche nella composizione di leghe di cobalto e di nichel nell’aeronautica e in modo particolare nella fabbricazione di reattori, missili e satelliti. La guerra, soprattutto nei due Kivu, non è solo conflitto “etnico”. Ma è corsa con ogni mezzo a procurarsi questo minerale. I differenti movimenti di guerriglia che agiscono nelle due province congolesi si disputano il controllo dei giacimenti minerari. Dietro tali movimenti ci sono molti stati africani, fra cui il Rwanda, l’Uganda e il Burundi. Alcune multinazionali – come Nokia, Alcatel, Apple, Nikon, Ericsson – sono chiamate in causa per il finanziamento indiretto delle guerre poiché pagano tasse ai gruppi ribelli, sfruttando impunemente questo paese a scapito dei suoi abitanti.

Fonte: Frati Cappuccini

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Posted by on 05/12/2012. Filed under GEOPOLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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