Prostituzione: 21 arresti a Rimini.

La Polizia di Stato di Rimini ha eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cittadini stranieri responsabili dei reati
di estorsione, lesioni, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione liberando così decine di giovani donne dedite al meretricio,
controllate e sottomesse con la minaccia e la violenza. Gli uomini della squadra mobile, infatti, sulla scorta di quanto emerso da specifici
servizi sul territorio per circoscrivere e contrastare il dilagante fenomeno della prostituzione in strada e presso strutture ricettive, hanno dato
inizio ad una serrata attività investigativa che ha consentito di disarticolare in poco tempo tutti i gruppi criminali operanti sul litorale
riminese. Ognuno di questi era organizzato gerarchicamente ed aveva al proprio vertice un leader, che, dall’estero, si avvaleva di
luogotenenti domiciliati a Rimini per dirigere e coordinare il livello degli ulteriori sottoposti, individuando tra loro quelli più
affidabili a cui delegare il compito di amministrare gli illeciti profitti realizzati per poi recapitarli al boss stesso. Esisteva,
inoltre, la figura del controllore che era colui che sorvegliava l’operato delle prostitute assoggettate, in termini di tariffe, modalità e
tempistiche delle prestazioni da fornire ai clienti, garantendo alle medesime protezione qualora ne avessero bisogno. Nell’ultimo livello della
scala, infine, prima delle prostitute, vi era il “caporale“, ovvero una prostituta particolarmente fidata che aveva l’onere di istruire
le nuove leve di volta in volta arruolate dal capofila, spiegando loro l’abbigliamento da indossare e l’atteggiamento da tenere per adescare i
clienti. Le indagini hanno così portato all’identificazione di 21 uomini e donne, romeni e bulgari, nonché di un uomo cinese gestore
di un hotel a Rimini.

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