Pesticidi. Parlamento europeo ne limita la diffusione

Nel 2013, nel quadro della riforma destinata tra l’altro a “rinverdire” la politica agricola comune (PAC), era stato deciso di creare “delle superfici di interesse ecologico” (SIE), cioe’ dei luoghi specifici per i quali gli agricoltori ricevono dei crediti a condizioni di preservarli. L’idea e’ di creare delle sorte di rifugio di biodiversita’, degli spazi naturali o semi-naturali in un contesto di agricoltura intensiva.

In seguito, questa iniziativa ha dato dei continui stimoli di avanzamento, inclusi quelli in seno al Parlamento europeo stesso. Mercoledi’, i deputati hanno respinto il veto della Commissione parlamentare dell’agricoltura e dello sviluppo durevole, che si opponeva al divieto dei pesticidi nelle SIE. I due eurodeputati conservatori Albert Dess (PPE, Germania) e John Stuart Agnew (ELDD, Regno Unito) erano riusciti a maggio a bloccare la proposta di Bruxelles di limitare l’uso di pesticidi chimici nelle zone protette, che include spesso margini dei campi, maggese, tamponi, siepi ed alberi, ricchi in biodiversita’.

“Prima volta”
Con la riforma del 2013, secondo la nuova PAC, qualsiasi operatore che domanda un pagamento diretto degli aiuti agricoli della UE e che possiede piu’ di 15 ettari di terre arabili, deve dichiarare e proteggere il 5% delle sue superfici per salvaguardare e migliorare la biodiversita’. Deve lasciare dei pezzi di terra incolti o renderli piu’ vegetali con delle piante che fissino l’azoto, e, in seguito, preservare questi pezzi da ogni uso di pesticidi.
La posta in gioco è alta per gli operatori: questo “pagamento verde” rappresenta il 30% degli aiuti diretti della PAC. “E’ la prima volta che l’Unione Europea vota un dispositivo che limita per evolversi verso un’agricoltura senza pesticidi”, si felicita Pascal Canfin, direttore generale di WWF France.

“Una volta che le superfici di interesse ecologico sono state progettate per offrire dei rifugi a tutte le specie che aiutano gli agricoltori, la diffusione dei pesticidi viene autorizzata. Potrebbero quindi svolgere il loro ruolo; siamo felici che questo cambi”, dice Carmen Etcheverry di France nature environnment (FNE).

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Posted by on 31/08/2017. Filed under AMBIENTE, ARCHIVIO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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