Perturbatori endocrini. ‘Il problema e’ la dose interna a cui l’umano e’ soggetto’

Deodoranti, profumi, maquillage, creme, shampoo… Lo scorso 7 giugno la rivista dell’associazione UFC-Que choisir ha allertato contro 1000 prodotti cosmetici, ed ha denunciato essenzialmente le “miscele esplosive” rilevate in alcuni prodotti, che accumulano vari perturbatori endocrini. Tra questi, l’associazione ne ha individuati 23 che contengono nelle loro formule delle sostanze “rigorosamente vietate” e comunque in vendita sul mercato.
Per André Cicolella, tossicologo e ricercatore francese in sanita’ ambientale, occorre “eliminare i perturbatori endocrini alla fonte poiche’ non sono gestibili per le dosi”.
Domanda. Cosa vi fa conoscere di piu’ questo nuovo studio?

Risposta. La base scientifica a cui si riferisce questo studio e’ solida. Grazie a studi fatti su dei topi e ratti, si sa da diversi anni che i perturbatori endocrini hanno effetti reali: malformazione degli organi genitali, anomalie del comportamento sessuale, cancri… Occorrono decenni per fare questi studi sull’umano, ma si ha la certezza che cio’ che e’ stato osservato sul topo e sul ratto e’ trasferibile sull’umano. Pertanto, non si ha alcuna idea di cio’ che l’esposizione ad una certa dose di una miscela di perturbatori endocrini provochera’ sul lungo termine. E’ per questo che bisogna eliminare la fonte, non si puo’ gestirli per la dose.
D. Quali sono le persone piu’ sensibili ai perturbatori endocrini?
R. E’ la donna incinta, che ha dei rischi per il feto, in cui organi sono in formazione. L’esposizione puo’ essere di breve durata durante la gravidanza e avere incidenze sul lungo termine. E’ un vero cambiamento di paradigma. Oggi, il problema e’ che non siamo esposti ad un solo prodotto ma ad una miscela di prodotti. I cui effetti a lungo termine dipenderanno dai prodotti ai quali il bambino e’ stato esposto durante la sua vita intra-uterina e dall’esposizione, di conseguenza, ad altre sostanze.
D. Il modo di contaminazione e’ importante?
R. Per via orale o cutanea, l’organismo non fa differenza. Si e’ gia’ visto con il bisfenolo A. Il problema e’ la dose interna al quale l’umano e’ soggetto. Con i cosmetici, sia ha la sensazione che l’esposizione sia di breve durata, mentre in realta’ si rinnova. Per esempio, gli ftalati (che vengono usati come fissatori in numerosi prodotti cosmetici come lo smalto da unghie, la lacca per capelli, profumi, ma anche nelle creme per il corpo) passano attraverso la pelle. E il legame con queste sostanze mostra una femminizzazione degli uomini, poiche’ certi ftalati sopprimono l’aumento di testosterone.
D. Quali sono i rischi a cui l’umano e’ esposto?
R. I rischi sono molteplici: turbamenti della riproduzione (aborto spontaneo, malformazioni genitali, ritardo nello sviluppo del feto…), turbamento del comportamento, iperattivita’, cancri al seno e alla prostata, obesita’, sovrappeso e diabete, infertilita’ che cresce.. Il bisfenolo, per esempio, rende infertile il ratto nel giro di tre generazioni.
D. Come proteggersi dai perturbatori endocrini?
R. Bisogna diminuire al massimo le fonti di contaminazione e utilizzare prodotti bio che, a priori, rispettano le norme. Ma i consumatori devono verificare le etichette.

(Intervista di Solène Lhénoret, pubblicata sul quotidiano Le Monde del 14/06/2017)

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Posted by on 06/09/2017. Filed under ARCHIVIO, SALUTE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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