Pechino, il ruolo della Cooperazione Italiana (2)

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La Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri promuove in Cina da oltre 18 anni iniziative a sostegno del Patrimonio Culturale, con particolare riguardo alla formazione dei restauratori-conservatori. Il Centro per la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Storico-Culturale di Xi’an, ideato alla fine degli anni ’80, venne realizzato attraverso l’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente Is.M.E.O. oggi noto con la nuova denominazione di Is.I.A.O, Istituto Italiano per l’Africa e l’ Oriente. Il Centro, creato tenendo a modello l’Istituto Centrale per il Restauro italiano, nel 1998 formò i primi 20 restauratori cinesi con approccio scientifico moderno.
Il successo della prima iniziativa realizzata in Cina spinse la State Administration of Cultural Heritage di Pechino a richiedere il sostegno italiano per un intervento che potesse favorire un processo di sviluppo allargato a tutto il paese.
Pertanto nel 1998 venne avviata presso il China National Institute of Cultural Property (Cnicp) la realizzazione del “Sino-Italian Cooperation Training Center of Conservation and Restoration for Cultural Properties”, struttura nazionale destinata a coordinare nell’intero territorio cinese la formazione dei restauratori, ancora oggi sostenuta dalla Cooperazione Italiana.

Le ragioni dell’intervento italiano

La Repubblica Popolare Cinese e l’Italia sono considerati da molti come i due paesi più ricchi di tracce materiali del passato, per densità e per importanza storico-culturale. Le numerosissime aree archeologiche scoperte e la costante identificazione di nuovi siti, l’enorme quantità di opere mobili conservate nei musei e le innumerevoli strutture architettoniche del passato ancora preservate, costituiscono una complessa eredità culturale che ha assunto sempre più la funzione di strumento essenziale per il riconoscimento e la difesa dell’identità culturale nazionale. Il turismo interno ed in particolar modo il rapporto della gente con i musei, le aree archeologiche ed i monumenti, sia religiosi, sia di matrice laica, costituisce un fenomeno di vaste proporzioni. Il forte sviluppo economico e la trasformazione repentina delle città, oltre che l’elevato rischio di calamità naturali, come gli eventi sismici e le inondazioni, rendono sempre più urgente nella Repubblica Popolare Cinese l’adozione dei modelli metodologici di tutela e conservazione messi a punto e sperimentati in Italia. In Cina è oggi forte la necessità di aumentare il numero di specialisti nel campo del restauro adeguatamente formati affinché possano essere eseguiti in gran quantità interventi di carattere manutentivo e di tipo preventivo, oltre che interventi di restauro di routine.

Fonte: Cooperazione Italiana

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