Oremus et pro perfidis Judaeis

Oremus et pro perfidis Judaeis è una locuzione latina, presente dal VI secolo fino al XX secolo nella liturgia cattolica del Venerdì santo, con la quale i cristiani pregavano per la conversione dei giudei. La traduzione è controversa: potrebbe significare tanto Preghiamo anche per i perfidi giudei quanto Preghiamo anche per i giudei increduli, come discusso nel seguito. La preghiera è stata istituita formalmente nel VII secolo; è possibile che tale uso derivi dall’Omelia di Pasqua (Perì Pàscha) di Melitone di Sardi, oppure che si sia sviluppata come risposta benevola alla Birkat Ha Minim, la cosiddetta “dodicesima benedizione” ebraica dell’Amidah, che in una sua formulazione (probabilmente quella originale) costituiva una vera e propria maledizione espressamente rivolta contro i “nazareni” cioè i seguaci di Gesù: “periscano in un istante i nazareni e gli apostati”, ad altre controverse preghiere ebraiche[1] e più in generale alle Toledot Yesu, racconti ebraici su Gesù, satirici e blasfemi. Dopo il Concilio di Trento, l’uso di tale locuzione venne mantenuto solo nella liturgia del Venerdì Santo, nella grande preghiera universale che segue la lettura del Vangelo della passione di Gesù. Il testo utilizzato nel Messale Romano del Concilio di Trento [8] è composto da un invito alla preghiera e dalla preghiera vera e propria:
« Oremus et pro perfidis Judaeis ut Deus et Dominus noster auferat velamen de cordibus eorum; ut et ipsi agnoscant Jesum Christum, Dominum nostrum.
Omnipotens sempiterne Deus, qui etiam judaicam perfidiam a tua misericordia non repellis: exaudi preces nostras, quas pro illius populi obcaecatione deferimus; ut, agnita veritatis tuae luce, quae Christus est, a suis tenebris eruantur. »
Una possibile traduzione è la seguente:
Preghiamo anche per gli ebrei che non credono, affinché il Signore e Dio nostro tolga il velo dai loro cuori ed anche essi (ri)conoscano il Signore nostro Gesù Cristo.
Dio onnipotente ed eterno, che non allontani dalla tua misericordia neppure la incredulità degli ebrei, esaudisci le nostre preghiere, che ti presentiamo per l’accecamento di quel popolo, affinché (ri)conosciuta la luce della tua verità, che è Cristo, siano liberati dalle loro tenebre.
I diversi messalini bilingui latino-italiano davano traduzioni differenti. Ad esempio in un messalino del 1921 a cura di Edmondo Battisti, la traduzione italiana recitava:
« Preghiamo anche per i perfidi Giudei; affinché il Signor Dio nostro tolga il velo dai loro cuori; onde anch’essi riconoscano Gesù Cristo Signor nostro. Dio onnipotente ed eterno, il quale non rigetti dalla tua misericordia neppure i perfidi Giudei, esaudisci le nostre preghiere che ti rivolgiamo a riguardo della cecità di quel popolo; affinché riconosciuta la luce della tua verità, che è Cristo, siano sottratti alle loro tenebre. Per il Signore. »
(Edmondo Battisti (a cura di), Messale romano latino-italiano con Note storico-liturgiche, Marietti, Torino-Roma, 1921)
Nota bene: il significato della parola perfidis è controverso e la sua traduzione con che non credono può sembrare edulcorata ed è discussa nel paragrafo a lato.

(testo estratto da Wikipedia)

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Posted by on 16/09/2013. Filed under CULTURA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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