Ordini Pataccari: Macché onore, è la vilissima reputazione! (1)

Quante volte ciascuno di noi si è trovato a salutare qualcuno con un “Buongiorno Cavaliere!” e quanti dei lettori si sono sentiti riverire allo stesso modo! Forse pochi però, storditi dall’abitudine alle cose, hanno posto mente al senso vero e reale di questo epiteto. Già, perché “cavaliere”? Il cavaliere esiste da quando l’uomo ha stabilito il suo specialissimo consorzio con il cavallo. Un uomo a cavallo si trova in una condizione di vantaggio rispetto all’appiedato: può guardare le cose dall’alto in basso e godere di un orizzonte più vasto; in guerra si sposta più velocemente, possiede una maggiore forza d’urto, sovrasta l’avversario che combatte a piedi. Il cavaliere, che era nato come “animale” militare, illuminato dai princìpi del cristianesimo diventava dunque un essere mosso dai più alti sentimenti di giustizia e di onore, pronto a dare il proprio sangue per una giusta causa, disposto a difendere la vedova e l’orfano, risoluto ad assumere qualsiasi impresa per ardita o rischiosa che fosse e ad affrontare con animo saldo tutti i pericoli, anzi a ricercarli con lo stesso ardore con il quale si corre dietro ai piaceri.

Lo spirito cristiano che già permeava di sé l’animo e l’azione del cavaliere trovò nuovi argomenti e nuova forza nello spirito crociato.

Sorsero così nei Luoghi Santi delle aggregazioni di Cavalieri il cui scopo non era solamente quello squisitamente militare della difesa materiale dei luoghi stessi e della protezione dei cristiani residenti, ma anche quello dell’assistenza ai pellegrini ai quali veniva dato ricovero, protezione e cura durante la loro permanenza in Terra Santa.

Questo particolare aspetto si esprimeva ed accresceva alla luce della pietà, del sacrificio e del timor di Dio, ed anzi i Cavalieri sentirono presto la necessità di fissare secondo una regola ben definita le caratteristiche della loro attività. In tal modo quelle associazioni ormai strutturate in veri Ordini cavallereschi andarono assumendo connotazioni dapprima consonanti con lo spirito e successivamente del tutto partecipi dei caratteri degli ordini monastici.

Essi presero così il nome di Sacre Milizie o Religioni Militari. Quelli sorti in Gerusalemme furono detti Gerosolimitani e taluni, per il loro pronunciato carattere assistenziale, fecero proprio anche il nome di Ospitalieri. Secondo queste modalità presero vita in Terra Santa gli Ordini di San Giovanni di Gerusalemme, dei Templari, del Santo Sepolcro, di San Lazzaro, di Santa Maria detto Teutonico e numerosi altri.

Gli Ordini così costituiti erano in genere retti da Gran Maestri nominati dai rispettivi Capitoli Generali. Essi venivano dotati di lasciti e donazioni di privati e di sovrani sia in Oriente che in Europa e questo fatto li trasformò in organismi assai ricchi e potenti.

SECONDA PARTE DEL TESTO: Sacre Milizie e regole monastiche autorizzate e riconosciute dai Pontefici. On line il 25 Gennaio 2017.

.^.

Si ringrazia per questa disamina Carlo Tibaldeschi del ICOCREGISTER

.^.

NOTE VARIE

La Legge 3 marzo 1951, n. 178 dice: articolo 7 “I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri.
(1).I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino ad € 1.291,14

Articolo 8. Salvo quanto è disposto dall’art. 7, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da € 645,57 a € 1.291,14.

(1). Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni di cui al precedente comma, anche se conferite prima dell’entrata in vigore della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa da € 129,11 a € 903,80.

.*.

Le decorazioni del Sovrano Militare Ordine di Malta non necessitano di autorizzazione per l’uso, da parte del Governo italiano. Trattasi questo dell’unico caso, mentre i cittadini italiani insigniti di qualsiasi altro Ordine cavalleresco estero o non nazionale, debbono chiedere l’autorizzazione, per l’uso delle Onorificenze, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che emette conseguente decreto. Quanti sono coloro che si vestono da Cavalieri con uniformi e mantelli di vario genere, partecipando a feste, processioni ed eventi, conferenze e convegni, mostre, compreso Sante Messe in chiese di varie religioni, pur se la legge italiana non ammette, per legge, codeste situazioni ?

Related posts