Ordini Pataccari: Macché onore, è la vilissima reputazione! (2)

Nell’Europa Occidentale, ove la difesa dei territori e della religione cristiana giustificava la lotta contro i Mori, sorsero per iniziativa di sovrani o di nobili di rango altre Sacre Milizie assoggettate anch’esse a regole monastiche e pertanto autorizzate e riconosciute dai Pontefici. Così in Spagna ed in Francia comparvero gli Ordini di Alcantara, di Calatrava, di San Giacomo della Spada, della Beata Vergine della Mercede ecc. Anche in Italia si costituì ad Altopascio l’Ordine dei Cavalieri di Altopascio detti del Tau, con il compito di raccogliere i viandanti, assistere i pellegrini infermi, risanare vie e ponti ecc.

La Chiesa promosse e protesse queste istituzioni dalla duplice fisionomia religiosa e militare. Nella più gran parte dei casi esse erano, sì, sorte per iniziativa privata, ma proprio per il porsi degli associati all’obbedienza di una regola monastica, diveniva necessaria l’approvazione della Santa Sede. Per le loro caratteristiche istitutive infatti questi Ordini, che tra l’altro richiedevano per l’ammissione la sussistenza di uno status nobiliare, furono riuniti sotto la denominazione generale di Cavalleria Militare o Cavalleria Regolare.

Gli ordini cavallereschi quindi si costituirono ed ebbero ragione di sopravvivenza, almeno in origine, soltanto in forza dell’approvazione ecclesiastica, che in tal modo manifestava il sussistere di un potere spirituale posto al di sopra di qualsiasi potere temporale; ed in effetti quasi sempre tali ordini furono riformati o soppressi dall’autorità dei Pontefici.

Soltanto più avanti nel tempo, ossia ad iniziare dal XIV secolo, nacquero istituzioni cavalleresche volute da sovrani temporali a motivo di pietà religiosa o per celebrare avvenimenti particolarmente degni di memoria.

Nacquero così gli Ordini della Giarrettiera, del Toson d’Oro, del Collare detto poi della SS.Annunziata e molti altri, tutti istituiti da sovrani che intendevano anche in questo modo dimostrare ciascuno la propria legittimità di Fons Honorum.

Tutti questi Ordini si rifacevano, nella struttura, agli Ordini cavallereschi preesistenti e quasi sempre avevano almeno esteriormente una fisionomia cattolica: portavano intitolazioni sacre o nomi di santi e conservavano relazioni di filiale devozione verso la Sede Apostolica cui chiedevano privilegi e favori spirituali. La Chiesa stessa si fece promotrice di simili istituzioni, considerata com’era suprema moderatrice della Cavalleria.

TERZA PARTE DEL TESTO: Ordini Cavallereschi in Decadenza nel Rinascimento . Il 27 Gennaio 2017.

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Si ringrazia per questa disamina Carlo Tibaldeschi del ICOCREGISTER

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NOTE VARIE

La Legge 3 marzo 1951, n. 178 dice: articolo 7 “I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri.
(1).I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino ad € 1.291,14

Articolo 8. Salvo quanto è disposto dall’art. 7, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da € 645,57 a € 1.291,14.

(1). Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni di cui al precedente comma, anche se conferite prima dell’entrata in vigore della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa da € 129,11 a € 903,80.

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