Ordini non riconosciuti dalla Chiesa Cattolica: esiste la scomunica per i loro cavalieri ?

La domanda non vuol essere né polemica e neanche retorica, ma viene proposta in quanto più di un caso è arrivato sul tavolo della nostra redazione. In pratica i cavalieri di congregazioni non riconosciute dalla Chiesa Cattolica non possono presenziare ai riti religiosi, pena la esclusione. E su questo siamo d’accordo! Ma un cattolico, se cavaliere di un ordine non riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, sembra può incorrere nel richiamo e nella scomunica. Vero o falso ? Il dubbio desta preoccupazione, poiché chi è Cattolico praticante non vuole avere problemi con la Santa Sede né tantomeno con il parroco della sua città. Infatti c’è chi, presso la propria parrocchia od ente ecclesiastico partecipa a varie attività spirituali e religiose, sociali ed anche filantropiche.

Analizziamo quindi la situazione e cerchiamo di capire se, al giorno d’oggi, anno domini 2017, esiste ancora la Scomunica.

Iniziamo da questo dato di fatto incontrovertibile, salvo aggiornamenti attuali nella legislazione, e cioè leggendo la Legge 3 marzo 1951, n. 178 – Istituzione dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze” – GU n.73 del 30-3-1951 .

La legge 3 marzo 1951, n. 178 (pubblicata nella Gazz.Uff. 30 marzo 1951, n.73) oltre ad istituire l’Ordine “Al Merito della Repubblica”, regola la complessa materia del conferimento e dell’uso delle onorificenze cavalleresche. Tale legge, inoltre, contiene disposizioni relative sia agli Ordini Cavallereschi del Regno d’Italia, sia a quelli della Santa Sede e sia al Sovrano Militare Ordine di Malta.

Per tale motivo, prima di affrontare l’esegesi degli articoli più significativi di tale legge, pare opportuno far capire al lettore che il quadro normativo precedente era ancorato agli artt. 78, 79 e 80 dello Statuto Albertino che regolavano, a monte, e cioè ex ante, l’attribuzione di un titolo cavalleresco straniero, disconoscendo quella categoria che solo attraverso la Legge 178/51 ha fatto formalmente ingresso nell’ordinamento italiano.

Diversamente con la legge istitutiva dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana l’autorizzazione all’uso è divenuta successiva al conferimento ed opera in un ambito di onorificenza individuata e comunemente indicata come “non nazionale”.

La nuova normativa ha così tentato di regolare il conferimento e l’uso di quegli ordini legittimi che promanano da una fons honorum affievolita, quale quella in possesso di ex regnanti o Capi di Case Dinastiche (soltanto quelli che sono retaggio della penisola italiana), ma soprattutto quelli che non sono emanazione diretta dello Stato di collocazione storico-geografica, ma da questo riconosciuti nel proprio ordinamento.

Attraverso l’articolato legislativo e in tal senso, la legge prevede delle fattispecie di natura penale e amministrativa che si possono inquadrare nelle seguenti ipotesi: Art. 8 c. 1° legge 178 del 1951.

Elementi soggettivi costitutivi del reato sono l’assenza di una legittima potestà a conferire onorificenze, che si riverbera sulla legittimità della stessa onorificenza, mentre quelli oggettivi si riferiscono al contesto del conferimento in relazione al luogo ed alle modalità del conferimento.

Detto quanto sopra, in base ai patti tra Chiesa e Stato, negli Ordini dello Stato Pontificio non rientrano quelli templari, infatti Papa Clemente V decise di proibire “di continuare a usare il nome, l’abito e i segni distintivi del Tempio, pena la scomunica automatica per chi avesse osato in futuro proclamarsi templare”.

Quindi chi si professa “Cavaliere Templare” e fa parte di uno ordine (associazione) potrebbe incorrere nella Scomunica.

E per i Cavalieri di Malta facenti parte di quelle congregazioni che la Chiesa non riconosce cosa può accadere ?

Prima di tutto è molto importante sapere quale Ordine vi contatta per diventare Dame, Cavalieri, ecc.

Infatti l’Ordine deve appartenere al novero degli “ordini non nazionali” legittimi, ma non autorizzabili, come attestato dalla circolare M_D GMIL III 10 4/051891 del Ministero della Difesa, ed il suo Gran Maestro deve avere la fons honorum (comprensivo dello jus honorum e dello jus majestatis), disporre quindi della legittimità di conferire in Italia ed all’ estero onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, ricordando che l’uso delle Decorazioni e dei titoli cavallereschi è regolato dalla Legge 3 marzo 1951, n. 178 (pubblicata nella Gazz.Uff. 30 marzo 1951, n.73), complessa materia del conferimento e dell’uso delle onorificenze cavalleresche.

Ordini “non nazionali”, senza aver ottenuto la preventiva autorizzazione da parte del Ministro degli Esteri. In questo caso si regolamenta l’uso di onorificenze legittime per quelle di cui è competente e di quella della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per quelle Pontificie tra cui l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

L’unico Ordine cavalleresco riconosciuto come soggetto di diritto internazionale è quello creato da frà Gerardo di Sasso intorno al 1100, come Ordine Ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme detto di Malta, da quando Carlo V il 24 luglio 1530, consegnò detta isola ai Cavalieri come nuova sede dell’Ordine, una volta perduta l’isola di Rodi per mano del Solimano nel 1522.

Attualmente, in Italia, l’Ordine di Malta riconosciuto dal Vaticano si regge sulla Carta Costituzionale approvata con Breve Pontificio del 24 giugno 1961. L’Ordine per premiare i meriti nei propri confronti, ha una speciale onorificenza detta “Decorazione al Merito Militense”, concedibile indipendentemente dalla nascita e dalla religione professata. Tale Ordine è l’unico riconosciuto come soggetto di Diritto Internazionale e la legge 178/51, nulla ha innovato alle norme in vigore per l’uso di onorificenze, decorazioni e distinzioni dell’Ordine che rimane, quindi, regolato da specifici Trattati di Diritto Internazionale che non prevedono l’obbligo di alcuna autorizzazione all’uso di dette onorificenze.

Detto quanto sopra, sapendo cosa dice la legge italiana, rimane il dubbio se, essendo cattolici, facenti parte di un “Ordine Non Nazionale”, si incorre nella Scomunica Cattolica.

Procediamo con la disamina introducendoci, per quanto possibile, nell’ambito del diritto canonico cattolico, ove la scomunica è la più grave delle pene che possa essere comminata a un battezzato: lo esclude dalla comunione dei fedeli e lo priva di tutti i diritti e i benefici derivanti dall’appartenenza alla Chiesa, in particolare quello di amministrare e ricevere i sacramenti.

La scomunica è una delle tre censure ecclesiastiche previste dal diritto canonico: le altre censure sono l’interdetto e la sospensione a divinis (quest’ultima può essere inflitta solo ai chierici).

La scomunica può essere inflitta solo a una persona fisica, laica o ecclesiastica, non a enti e confraternite, e cessa con l’assoluzione che può e deve essere data non appena lo scomunicato si pente sinceramente della colpa commessa.(1)

Le scomuniche latae sententiae, riservate alla Santa Sede, sono ben precise e, fra queste, troviamo lo “Scisma” che, dal greco σχισμα, schisma (da σχιζω, schizo, “dividere”), indica una divisione, una separazione causata da una discordia fra gli individui di una stessa comunità.

Papa Francesco ha applicato la scomunica, riportandola in cronaca attuale (Anno Domini 2016), indi per cui, cavalieri cattolici battezzati possono incorrere nella scomunica per scisma, qualora fanno parte di ordini non riconosciuti dalla Santa Sede, se pur legittimi di fons honorum (comprensivo dello jus honorum e dello jus majestatis) e la legittimità di conferire in Italia ed allo estero onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche ?

Se un Ordine Non Nazionale professa nel suo regolamento di essere ecumenico e di dedicarsi ad opere filantropiche, comunque in rispetto delle Autorità Cattoliche, i cavalieri e dame di quell’Ordine (Associazione), sono sempre perseguibili dallo Stato del Vaticano e, quindi, venir espulsi cioè scomunicati ?

Rivolgiamo quindi al Santo Padre, Papa Francesco Bergoglio, la seguente domanda: “Santità ritiene scomunicare centinaia o migliaia di credenti cattolici in Italia e all’estero iscritti a congregazioni non riconosciute dallo Stato del Vaticano?“.

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NOTE

Profili ed evoluzione giuridica della Legge 178/51 istitutiva dell’Ordine …

LEGGI E GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI ORDINI …

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APPROFONDIMENTO SU ORDINI NON NAZIONALI

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