Olanda, Spose di importazione: No alla immigrazione di minorenni e tra consanguinei

“Sposa d’importazione” è il termine con cui le autorità olandesi indicano le ragazze, per lo più quindicenni, che giungono nel Paese per sposarsi con un parente o il figlio di un amico di famiglia. Provengono soprattutto da Turchia e Marocco, ma anche da Somalia, Iraq e Afghanistan. L’anno scorso c’e’ stato un aumento del 30% (15.000). Per limitare i problemi d’integrazione collegato a questo fenomeno, il Governo ha portato a 18 anni l’età minima delle spose immigrate che, tra l’altro, dovranno superare un esame di lingua e cultura olandese nel Paese d’origine. Una volta trasferite, dovranno seguire corsi di formazione professionale per trovare più facilmente un impiego. A queste norme, varate dall’attuale coalizione di centro sinistra al potere, s’affiancherà il divieto di matrimoni tra consanguinei, com’è abitudine diffusa in quelle comunità. Il veto concerne fratelli, zii, nipoti fino al quarto grado di parentela diretta. Infine, per evitare la poligamia sarà riconosciuto valido un solo matrimonio, anche se l’uomo dovesse avere altre mogli nel luogo d’origine.
12-10-2009 12:04 U.E./Tribunale comunitario: per i conviventi uguali diritti degli sposati
Le unioni di fatto del personale comunitario sono equiparate alle nozze, a prescindere da cosa prevedono le norme nazionali. E’ quanto ha deciso il Tribunale di primo grado delle Comunta’ europee che, con sentenza del 5 ottobre 2009 (causa T-58/08), ha dato ragione ad un funzionario di Eurostat (l’ufficio statistico dell’Ue) che chiedeva l’assicurazione malattia anche per la sua convivente. ADUC – Fi

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