Mosul, Il dramma delle donne non musulmane

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Dal giugno 2014 il califfato ha giustiziato ben 250 ragazze non musulmane prigioniere (per lo più yazide e cristiane) che si erano rifiutate di diventare schiave sessuali. Più di recente, 19 ragazze yazide sono state rinchiuse in una gabbia di ferro e bruciate vive davanti a una folla di centinaia di persone, per essersi rifiutate di fare sesso con i jihadisti.

Secondo un reportage pubblicato da Open Doors: Le donne appartenenti alle minoranze religiose che vivono sotto il controllo dello Stato islamico spesso sono più volte vendute da jihadista a jihadista. Quando i militanti si stancano di stuprare e abusare di una particolare ragazza, in genere la vendono a uno dei loro compagni miliziani in modo che possa violentarla e abusarne a loro piacimento.

Una ragazza yazida che è riuscita a fuggire ha spiegato come era stata:

“comprata e venduta da otto diversi jihadisti. (…) Siamo state messe in mostra [al mercato delle schiave sessuali]. Gli uomini venivano e ci guardavano come fossimo oggetti. Era come un autosalone. (…) Le donne erano acquistate in contanti – minimo 20 dollari o barattate con cose come i telefoni cellulari o date in regalo”.

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