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Monete italiane: sospesa coniazione 1 e 2 centesimi di euro

Il conio delle monete da 1 e 2 centesimi di euro per disposizione della cosiddetta manovra correttiva di Aprile 2017, che specifica quelle esistenti rimangono in circolazione, vengono sospese nella nuova coniazione. Ne consegue che quando si paga in contanti un importo in euro lo stesso va arrotondato, dice la legge, al multiplo di cinque centesimi più vicino, per eccesso o per difetto. Si parla, lo precisiamo, di importi autonomi complessivi da pagare, quindi il totale espresso in uno scontrino, per esempio, o in una fattura o altro.
Per cui un importo totale di euro 10,52 diventa euro 10,50 mentre un importo di euro 10,58 diventa euro 10,60. La regola vale per tutti ed anche per gli incassi, oltre che per i pagamenti, che avvengono in contanti.

La legge precisa che i soggetti pubblici devono consentire l’arrotondamento senza necessità di ulteriori disposizioni.E’ il Garante per la sorveglianza dei prezzi che dovrà vigilare sull’impatto che questa novità avrà sui prezzi al consumatore, in special modo sulla loro conseguente variabilità, e riferire le proprie osservazioni semestralmente al Ministero dello sviluppo economico che, a sua volta, potrà segnalare ipotetiche anomalie all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) oppure proporre nuove normative.

Si ricorda, sempre in ambito pagamenti, che vige l’obbligo per i negozi -e comunque per chiunque venda beni o servizi, anche professionali- di consentire i pagamenti con carte -bancomat e carte di credito- per importi superiori ai 30 euro.

Stesso obbligo esteso da Luglio 2016 anche ai parcometri per il pagamento della sosta dei veicoli, con incertezze applicative a causa della teorica mancanza di decreti attuativi ed omologativi specifici.

Risulta comunque che i Comuni stiano via via adeguando le apparecchiature e che nello stesso tempo alcuni giudici di Pace abbiano annullato verbali di mancato pagamento a causa della mancata possibilità di usare il bancomat (tra le quali Giudice di Pace di Firenze sentenza 1079/2017).

(Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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