Messico, Droga: Arrestato boss de ‘La Familia’ di Michoacan

La polizia ha assestato un duro colpo a uno dei principali cartelli del Paese, catturando Jesus Mendez Vergas, alias ‘El Chango’, uno dei leader della Familia Michoacana, il quale era quasi senza soldi e con pochi compagni – dal 2008, come ha assicurato oggi il capo della Polizia Federale, Facundo Rosas, poiché gli avevano fatto il vuoto attorno arrestandone oltre 700 -; nel contempo ‘El Chango’ stava cercando di allearsi con i ‘Los Zetas’, una delle piu’ sanguinarie bande del Paese.
‘Adesso sara’ la volta dei ‘Los Caballeros Templarios’, ha avvertito comunque Rosas, in riferimento al neogruppo sorto lo scorso marzo ed impegnato da allora in un feroce regolamento dei conti con decine di morti proprio contro la ‘Familia’ per il controllo del narcotraffico negli Stati di Michoacan, Mexico e Guerrero.
Al di la’ di loro, pero’, come ha assicurato una settimana fa la Dea, la piu’ importante agenzia antidroga Usa, spicca su tutti Joaquin Guzman Loera, alias ‘El Chapo’, l’inafferrabile leader del Cartello di Sinaloa. Secondo ‘The Guardian’, e’ lui, per Forbes uno degli uomini piu’ ricchi del mondo, il criminale piu’ ricercato nel mondo dagli Usa dopo la recente morte di Osama Bin Laden. E non manca chi denuncia ‘alte protezioni’.
Si parlera’ anche di tutto cio’ nella conferenza bilaterale Usa-Messico che prendera’ il via nell’Istituto nazionale di Psichiatria della capitale messicana. Ma, soprattutto, come ha anticipato la first lady Margarita Zavala, si getteranno le basi di un progetto, con la collaborazione dello zar della Casa Bianca, per diminuire il consumo di droga nel Messico ‘che non e’ piu’ solo un Paese di transito degli stupefacenti, ma anche un consumatore’.
In pratica un grosso problema che cresce in piu’, per un Messico, dove ‘la guerra di bassa intensita’ per il controllo della produzione locale (papavero da eroina e marijuana) e lo smercio della cocaina proveniente per da Colombia, Peru’ e Bolivia, dal 2006 ad oggi, ha lasciato sul terreno oltre 35.000 morti. Con l’aggiunta che non sembra affatto scemare: per il responsabile dell’Fbi Robert Mueller, infatti, pur se non si tratta di ‘una guerra aperta’ e pur sempre ‘una guerra tra fazioni’ che sta generando in Messico ‘un livello di violenza senza precedenti’.

ADUC

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