L’uccisione di Kim Jong-nam; breve analisi

La morte di Kim Jong-nam, fratellastro maggiore del dittatore nordcoreano Kim Jong Un, deceduto nell’aeroporto di Kuala Lampur in Malesia il 13 febbraio, ha risvolti alquanto enigmatici. Secondo quanto dichiarato dall’agenzia di stampa Yonhap e dal canale televisivo via cavo TV Chosun, entrambi sudcoreani, l’uomo sarebbe morto per avvelenamento. Due donne gli avrebbero spruzzato al il volto delle sostanze tossiche utilizzando uno spray chimico o sparandogli contro degli aghi avvelenati. Successivamente sarebbero fuggite in taxi facendo perdere le loro tracce.

Attualmente altre fonti giornalistiche locali parlano di altri partecipanti, nell’omicidio di Kim Jong-nam.

Kim Jong-nam era già stato vittima di un agguato nel 2012. Una spia nordcoreana, poi catturata dalle autorità sudcoreane, aveva progettato un piano per ucciderlo. All’epoca Kim Jong-nam si salvò.

Kim Jong-nam, in alcune interviste rilasciate a dei media giapponesi aveva espresso forti critiche nei confronti del fratello.

Related posts