L’obsolescenza programmata (OP) si e’ raffinata (Parte prima)

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Il metodo non e’ nuovo. Il punto piu’ alto si e’ visto alla fine del secolo XIX, nella industria tessile (quando le fabbriche cominciarono ad utilizzare piu’ amido e meno cotone) e si e’ consolidata nel 1924, quando General Electric, Osram e Phillips si riunirono in Svizzera e decisero di limitare la vita utile delle lampadine a 1.000 ore. … Cosi’ fu firmato l’atto di morte della durabilita’. Prima le lampadine duravano di piu’. Come quella che, senza mai essere spenta, e’ accesa nel parco di Livermore, in California. Con filamenti grossi e intensi piu’ di quelli dei suoi successori, fu concepita per durare.

E continua ancora, trasformata nel simbolo della obsolescenza programmata, e’ diventata un mito.

In questa logica, negli anni 30, per le calze di nylon indistruttibili di Du Pont, fino al telefono intelligente che diventa muto senza un motivo solo un anno e mezzo dopo che e’ stato acquistato. L’obsolescenza programmata (OP) si e’ raffinata. E la voglia di frode da parte del fabbricante non e’ facile da dimostrare. In Francia, il Paese con la legislazione piu’ dura in Europa, si registra la prima denuncia di un’associazione di consumatori contro i fabbricanti di stampanti. Lo scorso 18 settembre, l’associazione “Alt all’obsolescenza programmata” ha accusato ditte come Epson, HP, Canon o Brother di pratiche destinate a deliberatamente ridurre la vita utile di stampanti e cartucce.

Circa 215.000 tonnellate di apparati elettronici che provengono, essenzialmente, dagli Usa e dall’Europa, sbarcano ogni anno in Ghana, secondo Motherboard, piattaforma multimediale che fa ricerche su prodotti di largo consumo.

Vengono portate circa 129.000 tonnellate di rifiuti in luoghi come Agbogbloshie, una delle maggiori discariche tecnologiche del mondo, ad Accra, la capitale del Paese.

L’industria tecnologica genera da sola 41 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno, secondo un’indagine del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Tra il 60 e il 90% cade nelle mani di bande organizzate che li scarica o commercializza illegalmente. Oltre al Ghana, Paesi come India e Pakistan sono luoghi in cui giungono computer, televisori e telefonini scartati quando arrivano i nuovi oggetti per le vendite, perche’ noi siamo stupidi e perche’ una settimana di prezzi pazzi in un grande magazzino e’ un’opportunita’ che non si puo’ perdere. Tutto si fa per l’ultimo modello.

Questo tutto e’ una pratica che ha i suoi sostenitori, che definiscono come una obsolescenza programmata e controllata, senza eccessi, sia il modo in cui il mondo funziona oggi. Ed e’ fonte per la creazione di lavoro.

Ma, l’avanzamento tecnologico ci porta soluzioni piu’ ecologiche ed efficienti, come sarebbe il caso delle auto elettriche; in modo che l’obsolescenza programmata potrebbe avere un senso, affermano i suoi sostenitori.

(articolo di Joseba Elola, pubblicato sul quotidiano El Pais del 15/10/2017)

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Posted by on 19/11/2017. Filed under ARCHIVIO, SOCIETA'. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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