Legambiente: la classifica dell’inquinamento

Che aria tira nelle città italiane? Non buona ma migliore dell’anno scorso. Secondo il rapporto annuale di Legambiente sull’inquinamento, nel 2016 solo 32 città italiane, nel 2015 erano 48, hanno superato per più di 35 giorni la soglia limite giornaliera delle polveri sottili, le Pm 10, calcolata in 50 microgrammi per metro cubo. Un valore da molti ritenuto accettabile ma che l’Oms, per esempio, non valuta sufficiente per considerare l’aria pulita. La città più inquinata d’Italia è Torino, che ha sforato per 86 giorni.

Sbalzata dal primo posto Frosinone, che nel 2015 si aggiudicò il “titolo” e che nel 2016 è scesa al secondo posto. Completa il podio Milano. La Pianura Padana, secondo questa graduatoria, sembrerebbe il posto peggiore per vivere in Italia. E il Veneto la regione meno accogliente, visto che tra i capoluoghi di provincia solo Belluno non compare nella classifica.

Secondo i responsabili di Legambiente, valutata l’inutilità dei blocchi temporanei del traffico, per rendere vivibili le nostre città è necessario favorire gli spostamenti a piedi, in bicicletta e quelli a trazione elettrica. Creare una rete capillare di piste ciclabili.

Migliorare il sistema di trasporto pubblico, istituendo per esempio corsie preferenziali per i bus, anche attraverso una programmazione pluriennale. Togliere i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città e istituire zone a pedaggio urbano, utilizzando i ricavi per il trasporto pubblico.

Incentivare la ristrutturazione degli edifici per migliorare l’efficienza energetica e vietare l’uso di combustibili fossili, a eccezione del metano, per riscaldare gli edifici. In molti paesi d’Europa, soprattutto al nord, tutto questo è già realtà. L’Italia si sta incamminando sulla strada giusta ma l’impressione è che ci sia ancora molto cammino da fare.

Duccio Magnelli
giornalista

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