LE BOMBE CLUSTER UCCIDONO ANCORA

Sono ormai 5 anni che le bombe cluster vengono usate in maniera diffusa in Siria, sia dalle forze siriane e russe (incluso le operazioni congiunte Siria-Russia), sia da Daesh e dai gruppi di opposizione. Oltre 2,200 persone sono rimaste uccise o ferite dall’esplosione di munizioni cluster tra il 2012 ed il 2015. La popolazione yemenita, dal marzo 2015, è costretta a convivere con il pericolo ed il terrore causati dalle munizioni cluster. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita infatti continua ad utilizzare bombe cluster di produzione brasiliana in pieno e costante disprezzo delle vite umane e del diritto umanitario.

Le bombe cluster sono proibite dal 2008, ma nessuno dei paesi coinvolti, Yemen, Brasile, Arabia Saudita, così come i paesi della Coalizione[1] sono tra 119 paesi che hanno firmato la Convenzione di messa al bando (CCM).

Fonte: CampagnaMine

È stato raggiunto un accordo internazionale per la messa al bando di alcuni tipi di bombe a grappolo. Non aderiscono Stati Uniti, Cina, India, Pakistan, Israele, Russia, Brasile, Iran, Libia, Arabia Saudita, oltre a varie altre nazioni di minori dimensioni. Nel novembre del 2008, in vista della sottoscrizione della Convenzione sulle munizioni a grappolo (Oslo, dal 2 al 4 dicembre) il Parlamento europeo ha discusso in plenaria la necessità di adottare la Convenzione ed ha incitato tutti i paesi membri dell’Unione europea ad aderirvi. Il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva il disegno di legge (C. 4193 e abb.) che ratifica la Convenzione di Oslo. (Wikipedia).

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Posted by on 01/09/2017. Filed under ARCHIVIO, ATTUALITA'. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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