Le attività della Cooperazione Italiana in Tunisia

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Gli interventi vengono definiti sulla base delle priorità individuate dal governo tunisino nei Piani di sviluppo quinquennali. Dal 1988 il programma viene stabilito nel corso delle sessioni della Gcm, Grande commissione mista, a cadenza triennale.

Nel periodo 1988-1991 sono stati privilegiati l’agricoltura e lo sviluppo rurale, le infrastrutture (approvvigionamento idrico, trasporti) e la formazione. In un’ottica di sostegno del partenariato economico e del processo avviato dal governo tunisino per la liberalizzazione dell’economia e l’integrazione progressiva del Paese nell’economia mondiale, la III Gcm (1998) ha identificato come prioritari lo sviluppo delle piccole e medie imprese e la creazione di società miste italo-tunisine. Per il triennio 2002-2004 (IV Gcm) la lotta alla povertà, l’equilibrio macro-economico, la lotta all’esclusione sociale e la valorizzazione delle risorse umane e, come priorità settoriali, lo sviluppo delle Pmi, l’agricoltura, la salvaguardia delle risorse naturali. Il programma definito dalla V Gcm (2005-2007) ha ribadito le linee strategiche di quello precedente e in particolare l’importanza dello sviluppo del settore privato, della protezione dell’ambiente e dell’equilibrio macro-economico. Infine, la VI Gcm (ottobre 2007) ha individuato quattro settori prioritari – ambiente, socio-sanitario, privato, patrimonio culturale/risorse umane – e ha stabilito in modo inequivocabile il principio dell’ownership tunisina e quello del partenariato mutuamente profittevole; la programmazione è stata completata a luglio 2008 e attualmente si è nella fase di formulazione dei quattro programmi settoriali.

L’XI Piano di Sviluppo (2007-2011), approvato nel 2006, in continuità con il X Piano si propone il passaggio dalla categoria del “medio sviluppo” a quella dello “sviluppo avanzato”. Le priorità settoriali sono state fissate in relazione al contesto economico internazionale, che continua ad essere caratterizzato dall’intensificazione della concorrenza e dalla pressione inflazionistica dovuta all’aumento del prezzo delle materie prime, soprattutto del petrolio. Per far fronte all’accresciuta concorrenza su scala mondiale in alcuni settori portanti (tessile, agricoltura e industria meccanica), la Tunisia ha elaborato una strategia di diversificazione della base produttiva verso nuovi settori ad alto valore aggiunto e di sostegno alle piccole e medie imprese, puntando a ridurre il tasso di disoccupazione al 10-11%. Punti essenziali della strategia sono lo sviluppo delle risorse umane, condizione necessaria per sostenere l’innovazione e l’aumento della competitività, in particolare nel settore dei servizi, e il rafforzamento delle infrastrutture di base. Sono previste misure per assicurare la sostenibilità ambientale, aumentando l’uso del gas naturale, delle energie rinnovabili e delle tecnologie per il risparmio energetico. Per il turismo, si prevede di diversificare l’offerta valorizzando il patrimonio naturale, storico e culturale. A livello internazionale, la Tunisia è stato il primo Paese della sponda sud del Mediterraneo ad aver firmato, nel 1995, un accordo di associazione con l’Ue (in vigore dal 1998). A partire dal 1° gennaio 2008, è entrata a tutti gli effetti nella zona di libero scambio dei prodotti industriali con l’Ue. L’accordo ha avuto un impatto positivo sull’economia del Paese e ha stimolato l’aumento della competitività delle imprese spingendo gli scambi commerciali tra Tunisia e Unione Europea, che rimane il primo partner del Paese. Inoltre, nello spirito del processo di Barcellona, la Tunisia ha concluso una serie di accordi di libero scambio a livello bilaterale (Marocco, Giordania e Turchia) e sul piano regionale e multilaterale con i Paesi del mondo arabo, con l’Associazione Europea di Libero Scambio (Norvegia, Svizzera e Islanda) e con i paesi firmatari dell’accordo di Agadir (Marocco, Egitto, Giordania).

Fonte: Cooperazione Italiana

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Posted by on 16/11/2015. Filed under AMBIENTE, COOPERAZIONE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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