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La Francia e la droga, un bussines miliardario

Il mercato della droga in Francia muove una cifra d’affari annuali che viene stimata in 2,3 miliardi di euro, cioe’ lo 0,117% del Pil, che vuol dire che ogni francese spende mediamente in droga ogni anno 36 euro. Questo gigantesco mercato e’ dominato da due prodotti di riferimento -la cannabis e la cocaina- che rappresentano da soli piu’ dell’85% della cifra globale del business, cosi’ come fa sapere un studio dell’l’Institut national des hautes études de la sécurité et de la justice (INHESJ), presentato ieri 3 novembre.

Questo rapporto, commissionato dalla Mission interministérielle de lutte contre les drogues et les conduites addictives (Mildeca) nell’ambito del piano del governo di lotta alle droghe nel periodo 2013-2017, propone per la prima volta una fotografia della struttura del mercato delle droghe in Francia in un anno -2010- e si basa sulla domanda dei consumatori e non sui sequestri.

La seconda parte di questo studio, che sara’ resa pubblica all’inizio del 2016, indaghera’ sui profitti dei trafficanti, si’ da poter aiutare meglio le autorita’ che lottano contro il riciclaggio.

Aumento dei prezzi della cannabis
Il mercato delle droghe in Francia e’ largamente dominato dalla cannabis, in generale il prodotto piu’ consumato (17 milioni di persone dicono di averla provata almeno una volta). Il suo giro d’affari stimato nel 2010, e’ di 1,1 miliardi di euro, e rappresenta quasi la meta’ (48%) del giro d’affari complessivo.

Il mercato della cannabis sembra essere oggi arrivato ad un livello di maturita’, essendo i consumi stagnanti nel periodo 2005-2010. Malgrado la stabilita’ dei volumi, i venditori hanno pero’ visto aumentare il loro giro d’affari del 33%, sempre nel medesimo periodo.
Questa crescita di valore si spiega con la forte concorrenza a cui devono far fronte i produttori di resina del Maghreb -essenzialmente marocchini- che alimentano i tre quarti del consumo francese, e i produttori europei di erba -cosi’ spiega David Weinberger, tra gli autori dello studio e sociologo all’INHES.

Invece di portare i prezzi verso il basso, questa concorrenza e’ servita ad aumentare il tasso di THC (il principio attivo), passato dal 6% della fine degli anni 1990, al 20% di oggi. La cannabis e’ quindi piu’ forte, me ugualmente piu’ costosa, essendo il suo prezzo aumentato del 25% tra il 20015 e il 2010, per attestarsi ad una media di 7,5 euro al grammo.

Raddoppio del consumo di cocaina
Uno degli aspetti rilevanti di questo studio e’ nell’importanza della cocaina nel mercato francese. Il giro d’affari e’ raddoppiato tra il 2005 e il 2010, attestandosi a 900 milioni di euro, cioe’ il 38% del mercato.

Nonostante il numero notevolmente piu’ basso di consumatori (2 milioni di francesi l’hanno provata almeno una volta), la cocaina tallona la cannabis in termini di giro d’affari ed e’ diventata il prodotto piu’ redditizio del mercato.

A differenza della cannabis, la cocaina conquista ogni anno nuove parti di mercato, essendo il suo consumo raddoppiato tra il 2005 e il 2010, passando da 8,3 a 15 tonnellate. Il suo prezzo al grammo si e’ diviso per tre in quindici anni per calare a 60 euro al grammo di media.

Il rapporto spiega questa evoluzione attraverso l’adattamento all’offerta: “I produttori di cocaina sondano essenzialmente il mercato europeo, ormai considerato come il piu’ redditizio rispetto al tradizionale mercato nordamericano”. Un’evoluzione che suggerisce una “migliore e continua logistica alla bisogna”, essendo la cocaina prodotta esclusivamente nei Paesi andini.

Le droghe di sintesi, mercato ancora marginale
Lo studio propone inoltre la prima valutazione del mercato francese delle droghe di sintesi (MDMA e anfetamine). Con un giro d’affari stimato intorno ai 55 milioni di euro, queste sostanza si piazzano in quarta posizione, lontane dalla cannabis (1,1 miliardi di euro), la cocaina (900 milioni) e l’eroina (266 milioni), il cui consumo sembra che sia in una nuova crescita.

Contrariamente a quanto accade in altri Paesi europei, come la Repubblica Ceca, le droghe di sintesi sembrano avere in Francia un mercato ancora marginale.

(articolo di Soren Seelow pubblicato sul quotidiano Le Monde del 04/11/2015)

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