Italia, Senza fissa dimora: Iscrizione anagrafica

senza_fissa_dimoraLa legge anagrafica datata 1954, ancora oggi vigente insieme al Regolamento di attuazione del 1989, conosceva i senza fissa dimora come comunità di nomadi, girovaghi, commercianti ambulanti o i giostrai che si spostavano per tutta l’Italia, senza disporre di una dimora stabile e quindi senza avere la residenza, così come definita dall’attuale Codice civile. Ai sensi dell’art. 43, rubricato “Domicilio e residenza”, del codice civile “Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale”. Oggi possiamo dire di aver assistito ad un’evoluzione del concetto di “soggetti senza fissa dimora”
Questi sono rappresentati da persone adulte emarginate, per motivi psichici, familiari, o economici; a costoro, soprattutto negli ultimi anni, si sono aggiunti i cittadini stranieri immigrati che non hanno la possibilità, normalmente per motivi economici, ma non solo, di avere un’abitazione e una dimora abituale.
A tal proposito sono state introdotte le nuove norme sui “senza fissa dimora” con la legge n.94/2009 il c.d. pacchetto sicurezza. Forse perché considerati i veri destinatari delle nuove regole sono proprio i cittadini stranieri.

La legge anagrafica si applica ai cittadini italiani, ai comunitari ed extracomunitari.
Per quanto riguarda i cittadini comunitari, è necessario ricordare che le norme nazionali devono sempre uniformarsi alle norme comunitarie; pertanto, qualora l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di persone senza fissa dimora dovesse essere in contrasto con i principi comunitari o con quanto previsto dal d.lgs. n. 30/2007 , prevarranno le norme più favorevoli all’iscrizione anagrafica dei cittadini dell’Unione europea.

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