AMBIENTE ARCHIVIO 

Italia, Rete idrica colabrodo

L’acqua erogata nelle reti di distribuzione nel nostro Paese, nel 2015, è stata pari a circa 4,8 miliardi di metri cubi, con una dispersione media del 40,66% (contro il 37,19% del 2012) e punte di oltre il 50% nel Centro e Sud Italia. Una corretta gestione della risorsa idrica e dei consumi energetici associati diventa fondamentale: nell’attività di distribuzione, per esempio, il potenziale teorico di risparmio energetico annuo si traduce in circa 370 milioni di euro, quello idrico in 2,7 miliardi di metri cubi d’acqua.

Il volume totale di acqua dolce prelevato dall’ambiente nel nostro Paese è di circa 33,7 miliardi di metri cubi l’anno, per metà (50,45%) usati in agricoltura, che però si serve solo marginalmente della rete idrica. L’industria ne utilizza il 22,85% e si basa soprattutto su sistemi di prelievo dedicati; il resto (26,70%) è appannaggio del settore civile, che si approvvigiona quasi esclusivamente dalla rete idrica.

5 sono i sub-settori che consumano molta acqua: chimica, siderurgia, lavorazione di minerali non metalliferi, produzione della carta e tessile, che insieme assommano a circa il 55% dei consumi totali di acqua nel comparto industriale.

Il settore industriale, sempre nel 2015, ha consumato circa 6,9 miliardi di m3 di acqua: 5,5 miliardi nel manifatturiero e 1,4 miliardi nella produzione di energia.

Fonte: ADUC – FI / Greenrport

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