[Italia – Pisa] Collaboratore ufficio stampa offende redazione giornalisti perché non pubblicano gratis i comunicati

Il fatto di cronaca ci viene raccontato dai diretti interessati, colleghi giornalisti fiorentini. Si tratta di una nota testata toscana, esistente dal 1998. L’oggetto del contendere è inerente ad una proposta economica. Si premette che tale testata toscana non è sovvenzionata da alcuno, legge editoria, enti, partiti politici, indi per cui pubblica le notizie quando possibile; oltre un certo limite propone ai vari referenti un supporto economico. Di consueto chi apprezza il lavoro svolto, accetta e sostiene la testata.

La vicenda parte il 20 Giugno 2017, quando un collaboratore dipendente del Comune di Pisa inserito nell’ufficio stampa, invia alla redazione giornalistica della testata Y toscana, un invito ad un evento. In fondo alla mail la firma del collega giornalista: Pinco Pallino, Ufficio Stampa Comune di Pisa informa, telefono, gmail.com.

Per risposta a tale soggetto X (definito in tal modo per privacy), la redazione invia questa mail:”La pubblicazione del comunicato costa X Euro + IVA. Distinti saluti”

La risposta del collaboratore di quell’ufficio Stampa è la seguente:”No non ci interessa. Non pubblichiamo contenuta pagamento se non in rarissimi casi. A presto”

Quindi la replica della redazione della testata toscana è stata:”Quando si va a far la spesa non si paga con il gratis…ma con i soldi. Saluti”

Il collaboratore ufficio stampa Pisa risponde:”Siete degli scorbutici! E fin dalla prima mail, perfino supponenti! Nessuno vi chiede nulla: siete nella mailing list dell’ufficio stampa del Comune di Pisa, messi non so per quale ragione! Siete interessati a rimanerci?”

La redazione replica con: Prendiamo atto da quanto da Lei scritto. Distinti saluti.

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La Nostra Opinione.

Prima di tutto un tempo si usava il telefono, si alzava la cornetta, oggi c’è lo smartphone, e si parlava a voce con l’interlocutore, in questo caso la redazione giornalistica della testata toscana. Oggi, alle soglie del 3000, invece, si usa la mail, o la chat, whatsappe, facebook, ecc. Insomma si insulta il malcapitato di turno scrivendo.

Ricordiamo che offendere è passibile di querela, ma forse quel collaboratore dell’ufficio stampa si sente talmente protetto che è giusto insultare i colleghi giornalisti di una intera redazione ?

Di consueto in tutti gli uffici stampa, enti e istituzione comprese, si sa perfettamente che cosa vuol dire lavorare come giornalisti nelle redazioni delle testate, cosa e com’è difficile continuare questa professione, indi per cui se un addetto stampa riceve la battuta ironica, ma pur sempre vera e reale, che in sintesi è:”Senza lilleri un si lallera”, di consueto dall’altra parte, con molta umiltà si risponde in modo comprensivo, educato, cortese.

In questo specifico caso sono arrivate offese, insulti e pergiunta una velata minaccia, cioé chi vi ci ha messo nella lista, quando non servite a fare quello che dovreste fare, ovvero pubblicare gratis. Se volete rimanerci chiedete scusa altrimenti sparite!

Allora il soggetto X, dipendente di tale ente pubblico, riceve uno stipendio mensile svolgendo una attività istituzionale, quale collaborare presso un ufficio stampa. Dov’è scritto che devi insultare i tuoi interlocutori ?

Indi per cui chiediamo quindi al Sindaco del Comune di Pisa se è lecito che un loro dipendente si permetta di rispondere ad una redazione di giornalisti di una testata con quel tono (scrivendo).

La redazione

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Nota
Per rettifiche e altro, rivolgersi al nostro consulente legale Avv. Simone Valenti – Firenze.

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Posted by on 22/01/2017. Filed under ARCHIVIO, GIORNALISMO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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