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ITALIA – Obsolescenza programmata. Antitrust condanna due note aziende

L’antitrust ha pesantemente condannato Apple e Samsung per aver realizzato “pratiche commerciali scorrette” attraverso il rilascio di “aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi“. E sebbene la condanna costi ai due gruppi pochi milioni di euro (con impatto del tutto insignificante sui margini delle due aziende), a livello simbolico si tratta di una notizia di sicura importanza per quel che significa per l’opinione pubblica.

Nel mirino v’è un concetto chiaro ai più, ma non sempre facilmente dimostrabile, quale quello di “obsolescenza programmata“. L’idea è quella per cui un gruppo possa spingere all’aggiornamento dell’hardware semplicemente tramite un’evoluzione continua del software, facendo sì che le componenti utilizzate in passato non possano più essere sufficienti per supportare i nuovi firmware. Sebbene tale elemento sia connaturato all’innovazione tecnologica, alle aziende produttrici è richiesta piena trasparenza affinché l’utente possa sapere quando e se aggiornare il proprio device.

La condanna giunge a seguito di questa mancata comunicazione e sulla scia di oggettivi riscontri circa il danno comminato ad utenti prima incoraggiati all’update, poi abbandonati su dispositivi divenuti inutilizzabili o scarsamente appetibili (poiché con minor autonomia o con performance ridotte). E si tratta di un unicum a livello internazionale, una sentenza che potrebbe fare da apripista sulla strada di una maggior chiarezza nei rapporti tra update, innovazione e obsolescenza.

(Punto Informatico)

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