Italia, Nucleare: vale 24 miliardi di euro

L’8 novembre del 1987 un referendum popolare ha bandito l’uso del nucleare in Italia, ma oggi, a distanza di 22 anni, l’annoso tema torna alla ribalta… Quasi tutte le regioni italiane chiamate in causa si dichiarano contrarie alla costruzione di tali centrali sul proprio territorio, ma il governo è irremovibile: ciò che è stato deciso si farà!

Al punto 4.3 dello Statuto del Forum Nucleare Italiano si può inoltre leggere l’obiettivo esplicitato dell’associazione: “promuovere l’informazione e il dibattito sull’energia nucleare, attraverso la promozione di incontri, conferenze e seminari organizzati dall’Associazione, in modo tale da incrementare il consenso all’utilizzo dell’energia nucleare e da creare consapevolezza dei benefici non solo in termini di indipendenza energetica per l’Italia, di riduzione del costo dell’energia e di lotta al cambiamento climatico, ma anche di opportunità nel campo dello studio, della ricerca, dell’innovazione e dell’occupazione”. Lo stesso presidente dell’associazione promotrice del Forum, Chicco Testa, si è più volte detto favorevole ad un investimento nell’energia nucleare. Nel 1987 era tra i promotori del referendum che cancellò l’atomo dal panorama italiano mentre oggi è presidente di un’associazione che vuole convincere l’Italia dei vantaggi del nucleare stesso. La sua posizione è stata più volte rimarcata, nel suo blog (www.chiccotesta.it), nei giornali con cui collabora e nel suo recente libro Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente, pubblicato da Einaudi nel 2008. (FONTE News)

Nel 2008 l’ENEL ha investito 1,9 miliardi di euro, per l’acquisto e il completamento di due reattori nucleari sovietici di seconda generazione, in Slovacchia. Tra le caratteristiche di questi impianti è l’assenza del sarcofago di contenimento, ovvero una robusta e pesante struttura di cemento armato che racchiude il reattore, capace di resistere ad attacchi militari e terroristici, ad eventi sismici e naturali in genere e alla fusione del nocciolo.

Il nostro Programma Energetico prevede di investire, da quì al 2012, circa 30 miliardi di € per realizzare 10 reattori nucleari da 1.600 MW l’uno (Centrali di terza generazione a sicurezza intrinseca EPR del consorzio franco-tedesco Areva Framatome). Ci darà il 30% del fabbisogno. E di investire altri 20 miliardi di € per portare le energie rinnovabili a coprire circa il il 10% del fabbisogno, finanziando impianti e ricerca. E altri 10 miliardi di € per fare “veramente” i risanamenti energetici degli edifici, dando lavoro a architetti, ingegneri, tecnici e imprese. Insieme all’idroelettrico avremo oltre la metà dell’energia prodotta in Italia, e per produrla lavoreranno italiani, si pagheranno stipendi in Italia, si creeranno lavori sicuri e qualificati in Italia. E, con 16.000 megawatt di nucleare e 16.000 megawatt di energie rinnovabili non butteremo, ogni anno, nell’atmosfera italiana 155.000 tonnellate di inquinanti pericolosi e cancerogeni. (FONTE news)

L’Italia è, fino a questo momento, il Paese meno adatto e più rischioso al mondo per investire i propri capitali sulle energie alternative e, in generale, su ricerche e produzioni che riguardano il clima. Questa affermazione è basata su uno studio della Deutsche Bank – circa le politiche ambientali di 109 Paesi – apparsa sul sito delle Nazioni Unite dedicato alla Convenzione sul clima (Unfccc) e puntualmente ignorata dai mass media italiani, malgrado sia stata rilanciata da una delle maggiori agenzie di stampa nazionali. Il fatto è che lo studio della banca tedesca valuta l’Italia come fanalino di coda…(Fonte News)

La regione Sardegna è una zona con una storia geologica completamente diversa dal resto dell’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire lì…e la Sardegna, avendo una bassa densità abitativa e dei grandi spazi completamente disabitati, potrebbe realmente essere la sede giusta per queste belle centraline nucleari. L’unica grande fortuna sta nelle recenti dichiarazioni del nuovo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il quale ha assicurato che «nessuna centrale nucleare verrà costruita sull’Isola» e che il governo dovrà passare sul suo cadavere prima di prendere una simile decisione.

Il combinato disposto delle due norme (ddl 1195 e 1373) – spiega l’articolo – consentirebbe la creazione di centrali in siti militari, visto che ora la Difesa può utilizzarli “con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell’energia”. E per farlo il ministero, una volta approvato il secondo ddl, “può stipulare accordi con imprese a partecipazione pubblica”. Proprio come la Difesa Servizi Spa. A quel punto, le centrali nucleari sarebbero fuori dal controllo di altre autorità, protette dietro il cartello “Zona militare.

Fonti ricerche notizie sul Nucleare:
Isterika, Cosvig, equologia, rassegna.governo, appuntidigitali, seeninside, politicambiente.

Approfondimenti vari:
Wikileaks

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One Thought to “Italia, Nucleare: vale 24 miliardi di euro”

  1. Mariella Bettarini

    Complimenti per l’articolo esauriente. Mi permetterei aggiungere quanto segue come approfondimento, estratto da un’altra fonte che indico al termine del testo. Buon lavoro alla redazione Emmegipress. 

    “Nel mondo sono in funzione 436 reattori elettronucleari che generano l’equivalente del 6% della produzione mondiale di energia e il 15% della produzione mondiale di elettricità.341 reattori sono situati in diciassette paesi economicamente più sviluppati; i rimanenti 95 sono invece distribuiti in 13 paesi economicamente meno sviluppati.La costruzione di reattori elettronucleari è iniziata negli anni Cinquanta e ha raggiunto il suo massimo tra gli anni Settanta e Ottanta, per poi rallentare, soprattutto a causa degli alti costi. Ne- gli ultimi anni, però, soprattutto a causa dell’aumento del prezzo del petrolio, si è registrata una certa ripresa. Attualmente sono in costruzione 50 nuovi reattori; nei prossimi dieci anni, però, ol- tre 150 dei reattori attualmente in funzione dovranno essere smantellati. Gli stati con il maggior numero di reattori sono gli Stati Uniti, seguiti da Francia e Giappone; il paese che ricava dal nu- cleare la più alta percentuale di energia elettrica è la Francia, seguita da Lituania, Slovacchia e Belgio.” (http://online.scuola.zanichelli.it/dinucci-files/Zanichelli_Dinucci_recupero_D3.pdf)

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