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Italia, Legge dell’editoria: cos’è, come funziona

L’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62 (“Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416”), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n° 67, del 21 marzo 2001, definisce come “prodotto editoriale” il prodotto “realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico”, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici. Nella nozione sono, quindi, inclusi i “prodotti” destinati alla pubblicazione on line. I finanziamenti all’editoria nascono, apparentemente, per uno scopo nobile. Dovevano agevolare l’avvicinamento degli italiani alla lettura e favorire la libertà di espressione. Le cose sono andate diversamente: il finanziamento alle testate è diventato un sistema per gestire clientele, incassare contributi per partiti politici sotto altra forma, governare la libertà di stampa che, dipendendo dal finanziamento erogato dal potere, non potrà mai, per definizione, mordere la mano che la nutre e tutto questo in un paese dove sei italiani su 10 non leggono mai.

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