Italia, i costi della politica: le pensioni d’oro

Gli ex deputati sono 1464 e gli ex senatori 843, cioé coloro che intascano il vitalizio dallo Stato. Tra i viterbesi c’è Adolfo Battaglia (Pri) che si aggiudica il compenso più alto, sfiorando quasi i 6mila euro, 5935 per la precisione, con 27 anni di servizio in Parlamento. Il più “economico” è invece Roberto Meraviglia (Psi) che incassa un vitalizio netto di 2123 per 5 anni di legislatura. Un affare che, al Paese, costa in tutto 200 milioni di euro l’anno. L’elenco dei pensionati sono pubblicati da L’Espresso.

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Posted by on 09/08/2011. Filed under ARCHIVIO, ATTUALITA'. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 Responses to Italia, i costi della politica: le pensioni d’oro

  1. Dal dirigente della Banca d’Italia che va a riposo a 44 anni con 18.000 euro al mese, al burocrate che ancora nel 2009 va in pensione a 47 anni con 6.000 euro netti (e l’incarico da assessore), dal commesso del Senato che prende 8.000 euro al mese, alla bidella pensionata a 29 anni.

    Antonio Mastropasqua, l’uomo che amministra 20 milioni di pensionati (INPS), risulta titolare di 37 diversi incarichi in vari consigli di amministrazione…

    Oggi in Italia vengono erogate 23,8 milioni di pensioni. L’importo medio è di 10.129 euro l’anno ciascuna. È vero che una persona su tre ha più di una pensione, ma l’incasso finale mensile è comunque esiguo: solo il 13,7% supera i 2000 euro al mese, il 72,6% non arriva a 1500 e il 50% dei pensionati ne prende complessivamente meno di 1000 euro al mese!

    • Nel 2004 non c’era questo governo di centrodestra e la situazione a quanto pare non è cambiata. Ve la ricordate ? Allora il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l’anno finanziario 2004, approvato all’unanimità, specificò che per “provviste e servizi di cucina per la ristorazione dei senatori” l’amministrazione spese 1.131.008,83. Mentre per il personale di Palazzo Madama la quota indicata a bilancio fu di 725.728,99. E’ anche cara la “bolletta” dei servizi informatici: più di 11 miliardi delle vecchie lire. Fra canoni di noleggio per attrezzature e programmi; acquisto di programmi informatici, canoni per collegamenti telematici, assistenza tecnico-applicativa, dispositivi e prodotti ausiliari e attività di progettazione informatica, è di ben 5.825.384,43 di euro l’importo pagato dal Senato. La manutenzione del Palazzo ? Dai canoni per la riparazione delle fotocopiatrici alla manutenzione delle tappezzerie, alla pulizia ed al restauro delle opere d’arte, risultò un conto di 3.476.755,39 euro.

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