Italia, Banca Nazionale del Lavoro: ricordiamo gli scandali

Alla fine degli anni ottanta ci fu il famoso scandalo della BNL di Atlanta. La filiale di Atlanta della BNL prestò all’Iraq più di 2 miliardi di dollari senza autorizzazioni della sede centrale e violando le leggi statunitensi. el 1991 un altro grosso incaglio finanziario scosse la B.N.L. che era entrata, anche tramite la propria sezione specializzata per l’agricoltura, nel finanziamento a Federconsorzi e ai consorzi agrari. Era stata costituita, insieme a Banco di Roma ed altri istituti di credito una società specializzata nel factoring al mondo agricolo, chiamata Agrifactoring. Quando Federconsorzi divenne insolvente, Agrifactoring era esposta per 910 miliardi di lire.

La direzione di B.N.L. asserì allora che la responsabilità di B.N.L. nella vicenda non eccedeva le il valore sottoscritto nel capitale sociale: In Italia le società per azioni godono, infatti della limitazione di responsabilità al capitale sottoscritto. La comunità bancaria internazionale, pesantemente esposta nei fidi ad Agrifactoring sostenne, invece, che nel mondo bancario una banca non può mancare di onorare le obbligazioni delle proprie consociate finanziarie e invocò la clausola di cross default nei confronti di tutte le operazioni finanziarie in essere con l’intero gruppo B.N.L..

La banca del Lavoro pertanto da un giorno all’altro si vide richiedere la restituzione di 5.000 miliardi di lire. Toccò al Ministero del Tesoro, con una paziente opera di ricucitura, evitare lo strappo con il mondo bancario estero: La soluzione trovata passava attraverso la postergazione di B.N.L e di Banca di Roma nella procedura concorsuale Agrifactoring, prospettando così la possibilità per le banche estere di un recupero integrale delle proprie ragioni creditorie.

Nel 1992 B.N.L. fu trasformata in società per azioni e avviata a un processo di privatizzazione, fino a arrivare alla Borsa di Milano nel 1998, chiudendo di fatto l’epoca dello “Stato banchiere”.

Nel 2005 la banca spagnola Banco de Bilbao, già azionista della banca, lancia un’OPA per averne il pieno controllo; l’OPA fallisce e si scatena una polemica sul governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio accusato di aver ostacolato l’acquisizione, e su vari esponenti del mondo assicurativo e politico. Nel 2006 fallisce anche l’OPA lanciata su BNL da Unipol. La Banca d’Italia nega il via libera all’Opa di Unipol per “mancato rispetto dei requisiti di adeguatezza patrimoniale tali da assicurare una sana e prudente gestione”.

Il 3 febbraio 2006, Unipol decide di vendere il suo pacchetto d’azioni in BNL al gruppo francese Bnp Baribas.

Fonte Wikipedia

Approfondimento sullo scandalo di Atlanta

Related posts