Italia, Aeronautica militare: La comunicazione dal 1980 ai giorni nostri

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L’Aeronautica Militare ha compreso a pieno il ruolo della comunicazione proprio in un momento di crisi, forse la più grave della sua storia. Ustica ha rappresentato la prova tangibile dell’influenza che esercita la percezione dei media e dell’opinione pubblica nei confronti del processo decisionale dal quale dipendono le scelte politiche inerenti allo strumento militare. Scelte che concorrono a definire, legittimandolo, il ruolo stesso della Forza armata. Il disastro ha evidenziato la necessità di un forte cambiamento perché, in generale, il successo operativo è sempre in relazione ad una buona comunicazione. Infatti comunicare, e farlo correttamente, è una delle funzioni centrali di ogni organizzazione militare. Negli ultimi anni il comparto Difesa ha sviluppato una complessa strategia, che può essere schematizzata in tre tipologie di presenza comunicativa:
a. quella istituzionale, relativa al Ministero della Difesa;
b. quella interforze, inerente alla policy comune delle Forze armate;
c. quella autonoma, che fa riferimento alla singola Forza armata.
Il corpo azzurro ha il compito di svolgere attività informativa correlata all’impiego dello strumento aereo. Sul territorio nazionale sviluppa tale funzione attraverso una presenza comunicativa autonoma, mentre fuori area (all’estero) agisce in ottemperanza alla policy interforze dettata dal Ministero della Difesa, eventualmente coordinata o subordinata alle grandi organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte (UE, ONU, NATO, OSCE). Come si può capire, è necessario operare in un contesto coordinato, con un’attenzione particolare verso i media.

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