Israele – Rivlin: “La nostra missione è costruire la fiducia tra ebrei e arabi”

La questione sicurezza tiene banco in Israele alla vigilia delle celebrazioni di Yom Kippur. Dopo settimane di scontri con i palestinesi, migliaia di agenti della forza di sicurezza israeliana sono stati dispiegati nelle zone a più alto rischio.

I confini con la Cisgiordania e con Gaza, su ordine del ministro della Difesa Moshe Yaalon, rimarranno chiusi da oggi fino a domani notte. La preoccupazione per eventuali incidenti, in particolare nell’area di Gerusalemme Est e in Cisgiorania, hanno avuto riscontri nella notte: nel tentativo di lanciare una bomba artigianale – secondo la ricostruzione della polizia israeliana – un palestinese di 23 anni è morto nella notte a Hebron, investito dall’esplosione accidentale del dispositivo. Sempre a Hebron, durante la mattina una donna ha cercato di accoltellare un soldato israeliano a un check-point. All’aggressione, i militari hanno risposto con il fuoco, colpendo la donna – ora ricoverata in una struttura medica – ad una gamba.
Tensioni a cui il presidente di Israele Reuven Rivlin ha cercato di rispondere con segnali distensivi nei confronti dei palestinesi, invitando ad abbandonare lo scontro a armato e riprendere il dialogo. In una lettera inviata a un evento giovanile organizzato a Gerusalemme, con protagonisti adolescenti israeliani e palestinesi, Rivlin ha sottolineato la necessità di lavorare per costruire la fiducia tra il mondo ebraico e arabi. “L’attenzione alle relazioni tra ebrei e arabi deve essere portata al centro del discorso politico, sociale e dei media. Fare meno di questo significa semplicemente essere negligenti e tradire il nostro futuro e quello dei nostri figli”. La lettera, rilanciata sui media israeliani, continua affermando che “la missione di costruire la fiducia non è “di sinistra, o di una sola fazione politica, ma piuttosto un impegno per chiunque abbia a cuore questo Paese”. Secondo Rivlin, dunque, il rapporto tre ebrei e arabi deve essere condiviso da tutte le forze politiche, evitando monopolizzazioni, disinteresse o altri atteggiamenti non costruttivi. “Il fatto che questo tema sia stato identificato con un campo politico, sia sul versante ebraico sia su quello arabo, è tragico perché costruire la fiducia tra ebrei e arabi è la chiave per la nostra esistenza qui, per il nostro futuro e destino”.
“I giovani israeliani e palestinesi crescono e vivono senza quasi nessuna possibilità di conoscersi. – il messaggio inviato all’incontro tra i giovani dal leader dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen – Noi vogliamo la pace e lavorare per realizzare il cambiamento per voi, la generazione del futuro, i giovani in Palestina e in Israele, e il più presto possibile”.

d.r.

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