Isis combatte con armi americane e di altri paesi

L’Isis ora combatte con fucili con la scritta “Property of US Govt”, di proprietà del governo statunitense. La scoperta è stata di un’organizzazione non governativa: la Conflict Armament Research che ha stilato un rapporto sulle armi in possesso dell’Isis, dopo un lavoro di ricerca in Siria e nel nord dell’Iraq. I miliziani dell’Isis dopo le loro vittorie sul campo hanno saccheggiato gli arsenali dei nemici sconfitti: esercito siriano, oppositori di Assad, esercito iracheno. E molte di queste armi sono americane. I miliziani islamici usano fucili americani M16A4.

Le altre, sono armi da provenienze diverse. C’è Osas, un’arma anti carro che arriva dagli arsenali della ex Jugoslavia. Ci sono poi pistole e fucili di fabbricazione cinese ed ex sovietica.

Compaiono poi pistole tedesche e italiane, come l’M9 Beretta, in dotazione alle forze armate statunitensi dal 1995; fucili di precisione per tiratori scelti come l’iraniano Sayyad-2 AM50, usati dalle forze irachene, e il cinese Zijiang M99, impiegato nell’area dal Free Syrian Army; cannoni automatici come il russo 2A14, in uso anche fra i Peshmerga e le Kursish protection unit forces in Iraq; anticarro come gli Rpg7 russi o gli RB-M57 jugoslavi, e anticarro teleguidati come il Tow (Tube launched, optically tracked, wire guided) americano; alcuni obici trovati nell’area di Mosul risalirebbero all’epoca della guerra fra Iran e Iraq; sistemi di difesa aerea manuali come gli SA-7 russi, che secondo il Sipri sono stati importati dall’Iraq dopo il 2003.

Il giornale turco Cumhuriyet ha pubblicato foto e video di un convoglio di camion noleggiati dalla Turkish national intelligence organization che trasportavano armi ai gruppi di ribelli siriani. Il convoglio fu fermato dagli ufficiali di frontiera turchi e furono trovati mille mortai, mille granate, 80mila mitragliatrici, tutto nascosto sotto del materiale sanitario.

La gran parte di ciò che viene usato oggi in Iraq e Siria, e dunque anche dall’Is, risale al decennio 1980/1990, quando una grande quantità di approvvigionamenti venne richiesta dall’Iraq – e accordata – a tutti i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, oltre che ad altri Paesi.

Fonti

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