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Indonesia. Donne Uomini: Vietato mangiare insieme

Un distretto indonesiano ha vietato alle donne e agli uomini di mangiare insieme a meno che non siano imparentati o sposati. Il regolamento impone alle donne nel distretto di Bireuën di non condividere un tavolo con uomini nei ristoranti e nelle caffetterie a meno che non siano accompagnati dal loro coniuge o da un parente stretto. Un funzionario della provincia profondamente islamica di Aceh sulla punta nord-occidentale dell’isola di Sumatra -una delle regioni più conservatrici del Paese- ha detto che il divieto è stato adottato per rendere le donne più “ben educate”.

Il capo dell’ufficio per gli affari islamici del distretto di Bireuën ha inviato una circolare chiedendo a bar e ristoranti di farlo rispettare.

La direttiva è intesa come linea guida per i proprietari di imprese nel rispetto della legge della sharia, che vieta le khalwat (manifestazioni fisiche di affetto tra coppie non sposate).

Anche alle persone che lavorano insieme, durante la loro pausa pranzo, sarà anche vietato mangiare insieme.

“I maschi e le femmine non sposati che non sono parenti stretti non dovrebbero mangiare e bere allo stesso tavolo, perché è peccaminoso secondo la legge della sharia”, ha detto all’agenzia AFP Jufliwan, capo dell’ufficio affari islamici del distretto di Bireuën.
“L’obiettivo è proteggere la dignità delle donne in modo che si sentano più a loro agio, più ben educate e non facciano nulla che viola la legge della sharia”.

La circolare ha 13 punti, tra cui una restrizione per i venditori di generi alimentari a servire le donne dopo le 21:00, a meno che non siano accompagnate da un coniuge o un parente uomo.

Le autorità hanno detto che spetterà a chi gestisce i ristoranti imporre il regolamento, ma i trasgressori non saranno puniti.

L’Aceh è l’unica regione dell’Indonesia che impone la legge islamica e in precedenza è stata messa sotto accusa per aver posto delle restrizioni morali sulle donne. E’ stata anche criticata per aver flagellato persone giudicate colpevoli di crimini contro la legge della sharia, come l’omosessualità, il bere alcolici e il gioco d’azzardo.

Più di una dozzina di persone sono state pubblicamente fustigate a luglio per aver commesso adulterio o essersi ubriacate insieme ad altre violazioni della stessa legge della sharia. La fustigazione è stata inflitta al di fuori di una moschea, sotto gli occhi di centinaia di persone.

Due uomini accusati di essere gay sono stati colpiti 87 volte – la più severa delle punizioni negli ultimi tempi.

All’inizio della settimana, la Malesia ha incrimninato due donne per aver violato le sue rigide leggi religiose poiché avevano provato ad avere rapporti sessuali consenzienti tra loro.

Le donne (i cui nomi non sono stati diffusi), che avevano 22 e 32 anni, si ritiene siano state giudicate per ben sei volte in un’aula di tribunale nello stato di Terengganu, di fronte a membri della famiglia e funzionari del governo. Le guardie penitenziarie avrebbero dovuto infliggere la punizione nella corte della sharia della regione la scorsa settimana, ma il tutto è stato rinviato fino a lunedì a causa di “motivi tecnici”. La coppia, arrestata ad aprile dopo essere stata scoperta in auto da agenti delle forze dell’ordine islamiche, ha ammesso l’accusa di “rapporti sessuali tra donne” ed è stata anche multata di 3300 ringgit (633 sterline).

L’omosessualità è illegale in tutta la Malesia e punibile con pene corporali o una pena detentiva fino a 20 anni.

(articolo di Maya Oppenheim, pubblicato sul quotidiano The Independent del 07/09/2018)

ADUC – Fi

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