Il mediatore culturale

Mediatore culturale

I mediatori linguistico-culturali mettono a disposizione dei cittadini stranieri che vivono in Italia un insieme di conoscenze utili nel rapportarsi con il mondo delle istituzioni: scuole, strutture sanitarie, servizi sociali, questure, sportelli unici dell’immigrazione, per citarne solo alcuni. Possono lavorare anche per telefono, fornendo informazioni in diverse lingue sulla prevenzione delle malattie oppure raccogliendo le denunce dei cittadini che hanno subito episodi di discriminazione.

Quanto guadagna effettivamente un Mediatore Culturale ? Le girandole mediatiche lanciano cifre a dir poco incredibili, ma non sempre e non tutti sono così fortunati.

C’è chi guadagna da un minimo di 250 euro al netto al mese a un massimo di 1.100, racconta F.A, albanese, mediatrice dell’organizzazione non governativa XX. Cifre confermate a Torino dalla tunisina Z,B.A.

A Cagliari, invece, un accordo sull’orario minimo di impiego settimanale dei mediatori (25 ore) è stato raggiunto tra i sindacati e la Provincia.

Oggi alcune agenzie vendono servizi di mediazione a 14 euro l’ora e solo la metà circa finisce al mediatore. Quello che viene sventolato a chi fa i corsi è tutt’altra storia, ovvero il guadagno medio di un mediatore culturale si aggira tra i 16 e i 30 euro lordi all’ora. Essendo una professione così nuova, quella del mediatore culturale è una figura che ancora non è adeguatamente regolamentata, il compenso può quindi variare di molto in base al tipo di incarico offerto.

Per chi ha seguito il percorso universitario per diventare mediatore, il futuro lavorativo non è ancora del tutto chiaro.

I modi per diventare mediatore culturale sono tanti. Enti pubblici e privati come Regioni, associazioni e università, ciascuno a proprio modo, offrono numerosi percorsi formativi per questa nuova figura professionale. Di norma i corsi si distinguono tra quelli che prevedono un numero di ore inferiore o superiore a 600: alcuni danno diritto a un semplice attestato di partecipazione, altri riconoscono la qualifica. Tra i più autorevoli ci sono quelli organizzati dalle Regioni.

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