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Il caso droghe e la Francia

La domanda che poniamo non e’ pretestuosa e provocatoria, ma sorta spontaneamente dopo aver letto l’intervento del ministro francese della Giustizia all’Assemblea nazionale del suo Paese lo scorso 3 aprile in materia di droga: Nicole Belloubet ha preannunciato che per chi verra’ colto a consumare cannabis, sara’ comminata una multa di 300 euro direttamente dal poliziotto che lo pizzica; un precedente rapporto parlamentare che preparava questa riforma, aveva ipotizzato una multa di 150/200 euro; inoltre questa multa non sostituisce, ma e’ “complementare” alla pena attuale di un anno di prigione e 3.750 euro di multa.

Il ministro del governo del presidente Macron ha praticamente messo una pietra sopra tutte le aspettative di depenalizzazione e -figuriamoci- legalizzazione. Niente di nuovo per la Francia, in materia, ma sembrava che qualcosa si stesse muovendo in senso moderno, realistico e legalizzatorio. Al momento, sembra che ci siamo sbagliati.

Per capire meglio. La Francia e’ tra i maggiori Paesi in cui si consuma cannabis e piu’ di 3.000 pene detentive sono state inflitte nel 2015. Cioe’, ti fai uno spinello, e finisci in galera. In Italia non e’ cosi’, scatta “solo” la segnalazione all’autorita’. E in quasi tutti i Paesi, a parte quelli in cui il consumo e’ legale (Olanda, per eccellenza e vetusta’ delle norme) e’ meglio o grossomodo come in Italia.

Testo estrapolato da questa fonte: https://avvertenze.aduc.it/statiunitideuropa/stati+uniti+europa+ma+li+vogliamo+fare+davvero_27714.php

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