I Meeting di Comunione e Liberazione, finanziati dalle “armi”

banche_armateDa qualche anno e senza che nessuno si sia mai preso la briga di farlo notare, i cosiddetti “Meeting per l’amicizia fra i popoli”,organizzati da Comunione e Liberazione hanno avuto e hanno, come sostenitori economici, le industrie belliche e le “banche armate”. Una scelta, che cozza e non poco, con le politiche di “pace e amore” (almeno in apparenza) propugnate dal movimento ecclesiale fondato da don Luigi Giussani. E cosi, mentre nei Meeting si fa sfoggio e passerella di politici , cardinali e buonisti dell’ultima ora, società come Bombardier, Finmeccanica o istituti di credito come Intesa San Paolo e molte altre, elargiscono somme in denaro ai ciellini sotto forma di sponsor. Tutto questo, mentre è in corso da anni nel nostro paese una campagna di pressione sulle banche armate. A sottoscrivere la campagna tra l’altro, anche alcuni giornali missionari: comboniani, saveriani e Nigrizia. Senza dimenticare per altro, i tanti movimenti contro la guerra attivi nel Belpaese che, con dossier e segnalazioni denunciano da tempo l’attività di banche e società italiane legate al mondo delle armi. Un dato su tutti. Intesa-San Paolo di Corrado Passera, ex amministratore delegato di Poste Italiane, con 851 milioni (a cui andrebbero aggiunti anche gli 87 milioni della Cassa di Risparmio di La Spezia , parte del gruppo), per lo più relativi a «programmi intergovernativi» come il cacciabombardiere Eurofighter, le navi da guerra Fremm e Orizzonte, gli elicotteri da combattimento Nh90 e diversi sistemi missilistici, risulta essere uno dei maggiori sponsor di Comunione e Liberazione. Anche se va detto che, solo due anni fa, il gruppo aveva dichiarato che proprio per “dare una risposta significativa a una richiesta espressa da ampi e diversificati settori dell’opinione pubblica che fanno riferimento a istanze etiche”, cioè la campagna di pressione alle banche armate, avrebbe sospeso “la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardavano il commercio e la produzione di armi e di sistemi d’arma pur consentite dalla legge”. Forse, dicono i bene informati, è bastata questa dichiarazione a far passare ogni dubbio ai ciellini e a volere come sponsor proprio banca Intesa. Ma c è di più. Per giustificare il dato, che nel solo 2008 ha visto Intesa come la terza “banca armata” italiana, con 606 milioni di euro, Valter Serrentino, responsabile dell’Unità Corporate Social Responsibility di Intesa-San Paolo, ha fornito una eloquente spiegazione: “Si tratta di transazioni relative a operazioni sottoscritte e avviate prima dell’entrata in vigore del nostro codice di comportamento e che dureranno ancora a lungo” Quindi, caso chiuso per Comunione e Liberazione. Non proprio. Perché ogni sponsorizzazione ha comunque un suo tornaconto, come denunciato dal mensile promosso da Pax Christi Mosaico di pace. Infatti, il gruppo guidato da Corrado Passera è anche uno dei principali partner del “Prestito della speranza”, il microcredito sociale per le famiglie in difficoltà promosso dalla Conferenza episcopale italiana e dall’Associazione bancaria italiana. Si tratta di un deposito già effettuato di oltre 30 milioni di euro raccolti con le offerte dei fedeli e che costituiranno il fondo di garanzia per gli altri istituti aderenti all’iniziativa. Un guadagno ulteriore per la banca. Ma tra i finanziatori di Cl non ci sono solo gli istituti di credito. Ci sono società come Bombardier, multinazionale canadese dei trasporti, impegnata nel settore civile (quarto produttore mondiale di aerei) ma anche militare. Come dimostra il Military Aviation Training (Mat) inquietante e importante supporto aziendale di cooperazione militare e di intelligence. Si tratta di uno dei maggiori centri di addestramento piloti da combattimento presso la Nato Flying Training in Canada, più volte denunciato dai movimenti pacifisti internazionali, per l’uso improprio di tecniche di bombardamento da impiegare anche su zone civili. Questa informazione è da sempre ben nota ai vertici di Comunione e Liberazione, che posti di fronte alla domanda: “Come si può parlare di “amicizia fra i popoli” se poi si sceglie un finanziatore che addestra i piloti a bombardare ,” hanno preferito non rispondere. Ma il fiore all’occhiello tra gli sponsor dei Meeting di Cl è la società a partecipazione pubblica, Finmenccanica. I rapporti tra Cl e la società guidata da Pierfrancesco Guarguaglini, sono molto più solidi di quanto si possa immaginare. Finmeccanica risulta essere regolare inserzionista pubblicitaria di San Francesco patrono d’Italia, il mensile dei francescani del Sacro Convento di Assisi nonché sponsor di progetti di cooperazione e sviluppo portati avanti in Africa dalla Comunità di Sant’Egidio di Andrea Riccardi e dal Volontariato internazionale per lo sviluppo, una ong legata ai salesiani. Un intreccio di affari e politica, che di fatto, fanno dimenticare ai dirigenti, militanti e simpatizzanti di Comunione e Liberazione, che la società in questione è la principale azienda armiera italiana e tra le prime cinque nel mondo. Fonti ufficiose, hanno fatto sapere che forse ospite d’onore nel prossimo meeting per l’amicizia fra i popoli, sarà l’ex presidente degli Stati Uniti, G.Bush. Colui , è bene ricordare , che ha deciso senza alcun motivo, se non di carattere politico-economico, di scatenare due guerre, con conseguenze visibili ancora oggi. Ma in fondo si sa,l’amicizia tra i popoli, passa anche e soprattutto attraverso le armi.

Emmegipress – redazione Roma – Giampaolo Poniciappi

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