GUINEA-BISSAU, Droga: Procura chiede di levare immunita’ a tre parlamentari

gbissau

La giustizia della Guinea-Bissau ha chiesto all’Assemblea nazionale di levare l’immunita’ a tre deputati implicati in un traffico di 674 Kg di cocaina, sequestrata e poi sparita nel 2007, perche’ vuole riaprire le indagini. Il procuratore generale della Repubblica, Abdu Mané, ha chiesto lunedi’ 16 aprile “di levare l’immunita’ parlamentare a tutte le persone coinvolte in questa vicenda”, ha dichiarato all’Agenzia France Press (AFP) una fonte della Procura. Gli agenti di polizia giudiziaria avevano scoperto nel 2007, in una villa alla periferia di Bissau, 674 Kg di cocaina pura, sequestrandola e stipandola in un magazzino del ministero del Tesoro. Questa droga poi spari’ e, secondo una nota inviata all’Assemblea nazionale, tre deputati di cui due del Partito africano per l’indipendenza della Guinea e del Capo Verde (PAIGC, ex partito al potere) e un altro di un piccolo partito di opposizione “sono sospettati di essere coinvolti in questa vicenda”. Tra questi deputati c’e’ anche un ex- Primo ministro e un ex- segretario di Stato al Tesoro. L’assemblea nazionale non ha ancora risposto ma, secondo una fonte parlamentare, essa “non si e’ mai opposta alle richieste di cancellazione dell’immunita’ parlamentare per le persone coinvolte in questa vicenda”.
Vicenda che segue di poco l’arresto dell’ex-contrammiraglio della Marina, “Bubo”, da parte della DEA americana che se lo e’ poi portato in Usa.

ADUC – FI

AGGIORNAMENTO

Il capo di stato maggiore dell'esercito della Guinea-Bissau e' stato incolpato ieri 18 aprile per complotto e narco-terrorismo insieme alle Forze Armate rivoluzionarie di Colombia (FARC). Lo ha fatto saper il procuratore di Manhattan. L'accusa verso Antonio Indjai, tuttora in servizio nel suo Paese, segue l'arresto al Capo-Verde, e l'incarcerazione lo scorso 5 aprile a New York, dell'ex-capo della Marina militare della Guinea Bissau, José Américo Bubo Na Tchuto, per traffico di droga,
Secondo l'atto di accusa, Antonio Indjai, che aveva partecipato al colpo di Stato del 2012 in Guinea-Bissau, e' incolpato di sostegno alle FARC, considerata dagli USA come un'organizzazione terroristica fin dal 1997. Secondo il procuratore di New York Preet Bharara, “Antonio Indjai ha, grazie alla sua posizione a capo delle forze armate della Guinea-Bissau, fatto parte di un complotto per usare il proprio potere al fine di giocare un ruolo di intermediario e di trasformare il suo Paese in una stazione di transito per persone che lui sapeva essere terroriste e narcotrafficanti”. Il luogotenente generale Indjai e' accusato di aver favorito il deposito della cocaina delle FARC in Africa dell'ovest, facendo parte di un complotto per l'importazione di stupefacenti verso gli Usa e per la vendita di armi, tra cui dei missili terra-aria, destinati ad essere utilizzati per proteggere il traffico di droga in Colombia. I motivi per cui e' accusato, complotto e narco-terrorismo, complotto per la distribuzione di piu' di 5 Kg di cocaina, con l'intenzione o la consapevolezza che cio' sarebbe stato importato in Usa, complotto per sostegno materiale ad un'organizzazione terroristica e complotto per l'acquisizione e il trasferimento di missili terra-aria, gli fanno rischiare l'ergastolo.
In alcuni incontri, a giugno del 2012, scrupolosamente spiati da alcuni agenti infiltrati dell'agenzia americana contro la droga (DEA), Indjai e i suoi complici, arrestati e messi in prigione in Usa all'inizio di aprile, hanno accettato di ricevere della cocaina in Guinea-Bissau, di stockarla in attesa che fosse trasportata in Usa, dove poi sarebbe stata venduta a beneficio delle FARC. Essi avrebbero ugualmente “contrattato l'acquisto di armi per le FARC, tra cui i missili terra-aria, importandoli per conto dell'esercito della Guinea-Bissau, con l'intenzione di cederli alle FARC”. Questo ufficiale, tutt'ora in servizio nel suo Paese, ha ricevuto dall'Onu un divieto a muoversi dal suo Paese, divieto emesso dopo il colpo di Stato e che avrebbe dovuto rendere piu' difficile il suo arresto da parte degli Usa.

..

20-04-2013 10:11 - Il rappresentante dell'ONU in Guinea-Bissau, José Ramos Horta, ha fatto appello, ieri 19 aprile, alla calma per autorita' ed esercito, all'indomani dell'incriminazione in Usa del capo di stato maggiore dell'esercito della Guinea-Bissau per complotto e narcoterrorismo in combutta con i guerriglieri colombiani delle Farc. Incriminazione che avviene dopo l'arresto e la tradotta in Usa dell'ex- capo della Marina sempre per narcotraffico. “Il governo e le forze armate devono restare calmi. Sarebbe controproducente una reazione”, ha dichiarato José Ramos Horta in una conferenza stampa. “Vere o false, le accuse contro il generale Indjai devono rispettare il principio di diritto del presupposto di innocenza. Il semplice fatto che qualcuno dica A o B, non fa di lui un colpevole”, ha ancora dichiarato Horta, ex-presidente di Timor-est. Rispetto ad un eventuale intervento dell'ONU sullo specifico, il rappresentante delle Nazioni Unite ha detto: “l'ONU non interviene in questa vicenda perche' e' una questione unilaterale del governo americano e il Paese coinvolto e' la Guinea-Bissau, perche' e' un cittadino di questo Paese che ne e' coinvolto”. Il luogotenente-generale Antonio Indjai e' sottomesso ad un divieto di viaggio da parte dell'ONU dopo il colpo di Stato del 2012, e questo dovrebbe rendere piu' difficile un arresto da parte degli Usa.

Related posts