Groenlandia, Sconvolgimenti climatici

Il 17 Giugno alle 22.30 immense onde hanno spazzato tutto all’improvviso. Undici case sono state strappate dal mare. Diversi villaggi ne sono stai toccati, e secondo le autorita’, nove persone sono rimaste ferite, due gravemente, e quattro sono date per disperse. Il sito di informazione locale, Kalaallit Nunaata Radioaa (KNR), parla di due morti sicuri. Un bilancio che avrebbe potuto essere piu’ pesante se non si fosse nel mese di giugno, stagione in cui il sole non tramonta mai a Nuugaatsiaq, situato al di la’ del circolo polare artico.

Secondo KNR, il centro di sorveglianza geologica danese ha diffuso l’ipotesi seconda la quale un terremoto terrestre di magnitudo 4, rilevato dai suoi servizi sabato sera a 30 chilometri a nord di Nuugaatsiaq, ha provocato uno smottamento di terra nel mare ed ha innescato le onde. Il sisma non e’ stato segnalato dall’USGS, il sito americano che registra in tempo reale l’andamento di tutti i sismi nel mondo. L’agenzia danese, temendo delle repliche ha chiesto agli abitanti di restare vigili.

Scioglimento accelerato dei ghiacciai
La Groenlandia -grande piu’ di tre volte l’Italia- e i suoi 55.000 abitanti sono ai primi posti delle conseguenze del riscaldamento climatico. Lo scioglimento accelerato dei ghiacciai modifica l’ambiente, le tradizioni e le opportunita’ economiche. Il riscaldamento delle acquea attira nuove specie animali, come le balene pilota, e fa ritornare i merluzzi, dando un colpo di acceleratore ai ricavi della pesca. Lo scongelamento delle terre rende relativamente piu’ accessibili le sue risorse di petrolio, gas e terre rare, alimentando l’industria mineraria.

A 400 Km a nord di Nuugatsiaq, c’e’ un’altra minaccia per l’ambiente, il “Camp Century”, una base militare americana costruita nel 1959 in piena guerra fredda, sotto le terre ghiacciate della Groenlandia. Abbandonata da Washington nel 1967, nel sito ci sono 200.000 litri di gasolio, 240.000 litri di acque usate, dei bifenili policlorurati (inquinatori persistenti PCB), ed una quantita’ sconosciuta di elementi radioattivi lasciati la’ da scienziati persuasi che “mai avrebbe smesso di nevicare”, come ha denunciato l’anno scorso lo scienziato canadese William Colgan. Una bomba a scoppio ritardato per l’ambiente, che potrebbe avvelenare la natura entro la fine del secolo. A meno che un sisma, anch’esso imprevedibile, non acceleri il processo.

(articolo di Laurence Defranoux, pubblicato sul quotidiano Libération del 19/06/2017)

Shortlink:

Condividere Articolo

Passare con il mouse sul banner e attendere che esca un elenco; cliccare poi sull'icona del social net che riteniamo più opportuno divulgare la notizia ed seguire la procedura richiesta.
Bookmark and Share
Posted by on 23/08/2017. Filed under AMBIENTE, ARCHIVIO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

You must be logged in to post a comment Login