Google viola la privacy? Si. Quale motori di ricerca alternativi esistono?

I dati delle ricerche sono raccolti in giganteschi database e strutturati secondo regole da cui è possibile desumere molti fatti personali (condizioni di salute e orientamento politico, ad esempio). La conoscenza di tali informazioni erode la privacy ed è l’anticamera della censura.

I cookies in particolare possono registrare le sessioni di login e gli acquisti di e-commerce insieme alla posizione geografica. Perciò meglio usare i motori di ricerca che non li raccolgono.

Di seguito ne consigliamo alcuni.

1. StartPage fa tre cose: offre un servizio proxy, genera le url evitando i cookies, supporta le connessioni SSL, quelle basate sulla famiglia di protocolli Https. Insomma, Startpage rimuove gli identificativi della navigazione e garantisce l’integrità della comunicazione tra il proprio computer e quello dove risiedono le informazioni cercate.

2. DuckDuckgo: non immagazzina i dati di ricerca e migliora costantemente attraverso il crowdsourcing di siti come Wikipedia per fornire risultati sempre più accurati.

3. Qwant, il motore di ricerca consigliato da Anonymous. Qwant si fonda su due principi: nessun tracciamento dell’utente e nessuna personalizzazione dei risultati delle ricerche in base al comportamento dell’utente.

FONTE

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