Germania, Attacchi informatici: nuove misure di sicurezza

ecnologie informatiche

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Il 16 giugno, a Bonn, l’organismo per la sicurezza nelle tecnologie informatiche (BSI) ha presentato il suo rapporto. Il documento mette in guardia da nuove lacune nella sicurezza, da attacchi alle strutture industriali, dai furti di identità e dal rischio di punti deboli nell’infrastruttura della rete. Bersagli sensibili sono per esempio i sistemi di erogazione dell’acqua e dell’energia elettrica, guidati praticamente solo dai computer. Non sono scenari apocalittici. Nelle ultime settimane gli attacchi ad aziende e istituzioni internazionali, come quello contro il Fondo Monetario, sono aumentati. E vengono colpiti circuiti che finora erano considerati inviolabili. E’ di queste ore la notizia che il gruppo di hacker Lulz Security, dopo essere entrato nel sistema informatico del Senato Usa, è riuscito a penetrare anche in quello dei Servizi segreti: la potente CIA. Poco tempo fa il gruppo aveva già preso di mira le società Sony e Nintendo, allo scopo dichiarato di svelarne le fragilità.
Sarà dunque un compito non da poco quello che attende il Centro nazionale di cyberdifesa (Nationale Cyber-Abwehrzentrum, NCAZ) che, sempre oggi, il ministro degli Interni, Hans-Peter Friedrich, ha inaugurato ufficialmente.
Agli organi di stampa il ministro ha spiegato come dovrebbe funzionare: Quando viene scoperto un programma “maligno”, il Centro analizza come agisce, e studia le contromosse da mettere a punto. In realtà, il Centro ha iniziato a operare già ad aprile con collaboratori del BSI, della Protezione civile, del Servizio anticatastrofi e di Tutela della Costituzione. Nel giorno dell’inaugurazione si aggiungeranno i nuovi colleghi provenienti da Polizia, Dipartimento anticrimine, Agenzia di stampa federale, Esercito e Dogane. Di più non si potrà fare, giacché la Corte costituzionale ha più volte stabilito, in base alla legge fondamentale, che l’attività dei servizi segreti e della polizia devono rimanere separate. Ma il ministro ha spiegato che il centro di coordinamento non disattenderà questo precetto poiché non sono previste attività operative comuni, bensì solo scambi di informazioni.
Il centro di coordinamento è soltanto una parte di un’offensiva più ampia. Il Governo tedesco vuole dare un contributo significativo alla sicurezza informatica; per questo a febbraio il ministero dell’Interno fece stampare un opuscolo patinato, dove spiegava come dovranno essere salvaguardate le infrastrutture più delicate e le reti amministrative, la necessità di agire contro la criminalità e d’intensificare le collaborazioni internazionali.
Il sindacato di polizia (GdP) dà il benvenuto al nuovo Centro, ma lo considera solo un primo passo. Dice che saranno necessari investimenti massicci in personale, tecnologia e formazione, senza di che la criminalità informatica continuerà a espandersi. Oltre tutto, le finalità, e dunque gli autori degli attacchi, sono i più vari: si va dallo spionaggio economico e industriale, agli interventi della criminalità organizzata fino a stupidi scherzi ben congegnati.

ADUC

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Posted by on 24/06/2011. Filed under ARCHIVIO, SICUREZZA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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