Fare il giornalista digitale

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Nel 1997 i freelance erano 4.788 iscritti all’Ordine, oggi sono 40.534, con un incremento del 747 per cento.

Il mestiere di giornalista sta cambiando e nel contempo si trova la comunità dei cittadini che, attraverso le nuove tecnologie, inserisce le notizie sui social media. La differenza con il pubblico è l’abilità nell’ideazione di un contenuto a definire un giornalista.

Purtroppo quello che conta sembra non essere soltanto il giornalismo di qualità, ma le visualizzazioni che costringono le redazioni a rincorrere quei contenuti che sembrano virali, attirano gli utenti e collezionano pagine viste.

Il cittadino utente entra in redazione come un elefante in un negozio di specchi, chiede, consiglia, propone.

Le redazioni digitali si trovano di fronte ad una evoluzione del cittadino che indossa i panni del “giornalista da strada”: pronto a vedere, sapere e, quindi scrivere.

Una sorta di battaglia fra chi è più bravo nel lanciare la notizia vera e reale, utilizzando la propria bacheca nel social net più diffuso, nei vari gruppi e pagine.

Ed ecco che il giornalismo tradizionale, il cartaceo per intenderci, cerca di riappropriarsi del suo spazio, affinché il lettore, che sia d’accordo o meno, non può far altro che accettare quanto scritto, senza poter replicare.

Ma…il giornalismo sul web è più allettante, perché è fatto di suoni, immagini, video che danno la possibilità al lettore di interagire, contribuendo con le sue riflessioni, a costruire il testo, che non si limita alla notizia ma include anche il dibattito.

sul piatto della bilancia, quindi, il cittadino/lettore/utente giornalista di strada che condivide con altri suoi amici la sua notizia in tempo reale, e dall’altra parte il giornalista professionista, freelance o dipendente di una testata, entrambi sulla stessa barca, entrambi dovrebbero collaborare e rispettarsi, ma invece si azzuffano, perché questo è il miglior modo per far capire nella sua razza chi è il bipede dominante.

Una schifezza agli occhi di quei cittadini che poi, a torto o ragione, etichettano la categoria dei giornalisti come faziosi, accidiosi, astiosi, ma anche scorretti e lecchini.

Viene voglia di vomitare…ma questa è la realtà dei fatti…questa è la nuova frontiera del giornalismo, fatto di bufale costruite dal nulla, e di quello, invece, costruito con cognizione di causa, verificando le fonti.

Il giornalismo digitale, un mix di esperienza del quotidiano vivere, creato per il web ove chicchessia può commentare il tuo operato, non sapendo chi sei, cosa fai, perché ti sei dedicato a quell’argomento.

Il mestiere di scrivere non si inventa, lo si crea giorno per giorno sul campo…una battaglia continua fra te e gli altri, fra l’essere ed il divenire, un futuro che non c’è,,,che non darà mai a te, onesto lavoratore giornalista, quello che, effettivamente ti meriti…almeno non in Italia!

Buon giornalismo digitale nel nulla assoluto dell’infinito universo del niente, ove fuffa e bufale possono diventare notizie condivise da milioni di cittadini del web!

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