Facebook, aperta indagine tedesca sui vertici statunitensi

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L’apertura dell’inchiesta è stata rivelata dal settimanale tedesco Der Spiegel e Facebook ne ha preso nota come un’iniziativa ingiustificata anche perché il social network già combatte l’odio su internet. L’accusa è di mancata rimozione di contenuti criminali come minacce di morte e negazioni del genocidio ebraico.

Tutto è partito dalla denuncia di un avvocato di Wuerzburg, Chan-jo Jun, che accusa Facebook di aver omesso di rimuovere “istigazioni all’omicidio, minacce di violenza, negazioni dell’olocausto e altri crimini” nonostante fossero stati debitamente segnalati.

Il legale ha elencato una serie di casi in cui il social network non avrebbe cancellato i post ignorando ripetute richieste: “per lo più Facebook non reagisce o dichiara senza rischi” i post “con una formulazione standard”, sostiene lo Spiegel.

La società della Silicon Valley replica: “accuse prive di valore”.

“Non commentiamo lo stato di una possibile inchiesta, ma possiamo dire che le accuse sono prive di valore e che non vi è stata alcuna violazione della legge tedesca da parte di Facebook o dei suoi dipendenti”, ha dichiarato un portavoce di Facebook.

“Non c’è posto per l’odio su Facebook – ha aggiunto – Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner per combattere l’hate speech e promuovere il counter speech”.

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Posted by on 05/11/2016. Filed under ARCHIVIO, ATTUALITA'. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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