Elettrostimolatori. Consigli

Il principio e’ semplice perche’ si tratta di sollecitare il muscolo o la parte interessata con scariche elettriche a bassa intensita’: il muscolo “lavora” e si tonifica. L’elettrostimolazione e’ sostanzialmente una tecnica riabilitativa, serve cioe’ a tonificare muscoli costretti alla inattivita’ da eventi traumatici, non e’ quindi sostitutiva della normale attivita’ sportiva.

E’ controindicata per alcuni categorie di soggetti a rischio come cardiopatici, portatori di Pacemaker e protesi, donne in gravidanza ed epilettici.

L’elettrostimolazione stimola determinati muscoli ma non i loro antagonisti e quindi diminuisce la loro capacita’ di coordinazione. Quando si svolge una attivita’ sportiva, anche moderata, si aumentano complessivamente determinate funzioni, oltre quella propriamente muscolare, tutto cio’ da’ la possibilita’ di sopportare uno sforzo fisico in modo armonico perche’ ciascun apparato (muscolare, scheletrico, circolatorio, respiratorio) e’ allenato.

Cio’ non avviene stando sdraiati sul letto con l’elettrostimolatore e il rischio e’ la facile affaticabilita’, l’alterazione del metabolismo basale e delle costanti fisiologiche interne (omeostasi).

A questo si possono aggiungere effetti psicologici quali lo sviluppo di atteggiamenti passivi. Insomma l’elettrostimolazione non sostituisce l’attivita’ fisica ne’ una passeggiata. Fa bene se usata sotto controllo medico e per cure specifiche. Per un eventuale acquisto occorre ricordare che l’apparecchio deve avere: 1) il marchio Ce, che sta per conformita’ europea; 2) il numero di identificazione, per risalire all’apparecchio in caso di guasti.

ADUC – Fi

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